
Di Alessio P. Artemi
Chi non si sognerebbe mai di indossare i pantaloni a pinocchietto neppure quando è da solo in casa, insomma, chi ha buon gusto, cerca ben altro di una berlina qualsiasi, vuole una vettura dal carattere ben definito che è esattamente quello che dice di essere e non fa finta di essere tutto per nascondere che, in fondo, è poco o nulla. L’apoteosi è l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Nring, serie speciale prodotta in sole 108 unità, spinta dal motore 2.9 V6 Bi-Turbo da 510 cv di derivazione Ferrari, l’auto tributo al record del Nurburgring (127mila euro). Al recente Salone di Ginevra ha fatto girare molte teste. E levare qualche cappello, come faceva Henry Ford quando incrociava un’Alfa Romeo.
Ma sulla routine casa-ufficio anche la Giulia Veloce Q4, considerata da Forbes Italia miglior berlina emozionante sportiva, può essere una risposta adeguata a chi predilige il piacere della guida, specialmente se viene allestita con i cerchi da 19 pollici bruniti a cinque fori. Sono un optional che si paga a un prezzo certamente non stracciato, ma fanno l’effetto di un tacco a spillo, slanciano la silhouette, e se abbinati alle pinze dei freni verniciate in giallo (non in rosso, attenzione, sarebbe un luogo comune) conferiscono la patente di palato motoristico assai fine.
L’anima della Giulia Veloce Q4 è sportiva, si capisce subito dagli inserti in alluminio sul cruscotto, sul tunnel centrale e sui pannelli delle portiere e, soprattutto, dalla sensazione che si prova entrando nel sedile di guida. Sì, proprio entrando, non accomodandosi: questa è una macchina che vuole essere portata a spasso, magari al trotto o al galoppo, alla faccia della guida autonoma che pare il nostro inevitabile destino. Ed ecco che le quattro ruote motrici si fanno intelligenti, di solito pare di stare ai comandi di una trazione posteriore, fatto che di questi tempi è di per sé un piacere, ma all’occorrenza l’asse anteriore ci mette del suo per un’aderenza al vertice nella categoria.




