
La ventesima edizione della classifica Forbes delle più grandi charity americane è stata determinata sulla base dall’ammontare dei contributi privati ricevuti durante l’ultimo periodo fiscale. Ciò esclude le sovvenzioni governative, i ricavi dalla vendita di prodotti o la fornitura di servizi e i rendimenti degli investimenti.
Il calo delle donazioni per diversi enti di beneficenza non ha ridotto il totale delle più grandi organizzazioni di beneficenza. I 100 hanno ricevuto 49,1 miliardi di dollari di donazioni, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Una somma che rappresenta il 12% dei 410 miliardi di dollari che, secondo le stime di Giving Usa, sono stati ricevuti da tutte le organizzazioni no profit del Paese. Il limite per rientrare nei 100 membri della classifica di Forbes era una donazione privata minima di 145 milioni di dollari.
United Way Worldwide resta in prima posizione nella classifica. Per l’anno fiscale che termina il 30 giugno, United Way ha ricevuto contributi per 3,47 miliardi di dollari, il 2% in meno dei 3,54 miliardi di dollari ricevuti nel periodo precedente e inferiore del 16% rispetto ai 4,14 miliardi di dollari donati a United Way nel 2007.
In seconda posizione troviamo Feeding America, la rete con sede a Chicago di oltre 200 banche alimentari. I contributi privati ricevuti ammontano a 2,65 miliardi di dollari, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Al terzo posto una new entry Americares Foundation, che fornisce soccorsi in caso di calamità e aiuti umanitari in tutto il mondo. Per il suo anno fiscale che termina il 3 giugno 2017, l’ente di beneficenza ha ricevuto 2,38 miliardi di dollari di donazioni, un aumento di ben il 160% rispetto al periodo precedente, quando era al in decima posizione.



