
Lunedì Slack ha presentato la documentazione per la quotazione alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana. L’azienda, fondata nel 2013 da Stewart Butterfield e Cal Henderson e famosa per il suo software di collaborazione e chat aziendale, ha raggiunto recentemente una valutazione di $ 7 miliardi.
Tra gli investitori può contare su venture capital di comprovato valore come Kleiner Perkins, Google GV, SoftBank, Accel Partners e Andreessen Horowitz. Secondo Crunchbase ad oggi la società, che conta 10 milioni di utenti attivi ogni giorno ed è al secondo posto nella classifica Cloud 100 del 2018 di Forbes , ha raccolto $ 1,2 miliardi di capitale.
Ci saranno ora da capire le tempistiche, visto che la Sec è rimasta chiusa per gran parte del mese di gennaio a causa del discusso shutdown negli Stati Uniti – il blocco delle attività amministrative. Molte delle società che hanno presentato la documentazione necessaria per la quotazione non hanno infatti ancora ricevuto feedback o hanno subito ritardi nel loro processo di ipo.

In ogni caso Slack potrebbe anticipare la stagione delle quotazioni dei cosiddetti Decacorn, startup valutate sopra i $ 10 miliardi. Nel 2018 le new entry sui listini americani sono state 231 – ben 55 di queste erano aziende del comparto tecnologico – con più di $ 60 miliardi raccolti. Ma la cifra potrebbe essere facilmente superata nel 2019 visto che per quest’anno è infatti previsto il debutto record di Uber, il servizio di trasporto taxi su app, che potrebbe raggiungere una valutazione di $ 120 miliardi. Un’ipo che si classificherebbe come una delle cinque più grandi di sempre. Le tempistiche però non sono ancora state precisate.



