
By Andrea Murphy, Jonathan Ponciano, Sarah Hansen and Halah Touryalai.
È stato un anno turbolento sui mercati globali: le azioni hanno sperimentato un aumento della volatilità, le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina si sono surriscaldate e molte aziende hanno ottenuto un nuovo impulso dalla nuova legislazione americana sulle imposte societarie. La 17° classifica annuale di Forbes delle più grandi aziende quotate del mondo è un riflesso dello stato dell’economia globale di oggi: chi è in cima, chi sta crescendo e chi ha visto giorni migliori.
La Industrial and Commercial Bank of China è ancora al primo posto per il settimo anno consecutivo. Questo colosso finanziario di proprietà dello Stato cinese sovrintende più di $ 4.000 miliardi di asset e impiega quasi mezzo milione di persone. Anche il settore finanziario ha avuto un anno positivo: il resto delle “Big Four” bancarie sono nella top ten e JPMorgan Chase è salita al secondo posto grazie all’aumento dei profitti derivanti in parte a importanti tagli fiscali.
Dei 61 paesi rappresentati nella lista, gli Stati Uniti ospitano il maggior numero di aziende: 575. La Cina e Hong Kong seguono con 309, poi il Giappone con 223. L’analisi appare molto diversa rispetto a quando Forbes ha pubblicato per la prima volta la Global 2000 nel 2003. In quell’anno, gli Stati Uniti avevano contribuito con 776 aziende mentre la Cina e Hong Kong ne avevano appena 43.



