
Quando aggiorniamo il nostro stato su WhatsApp o mettiamo un “like” su Facebook raccontiamo al web qual è il nostro stato d’animo e quali sono le nostre preferenze, fornendo informazioni personali che potranno essere analizzate da sofisticati algoritmi e utilizzate per proporci pubblicità mirata sulla base dei nostri comportamenti online.
Come se gli effetti di internet non fossero già abbastanza invasivi nella nostra sfera privata, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science, ora anche il modo in cui spendiamo i nostri soldi può essere usato per rivelare certi aspetti della nostra personalità.
I ricercatori dell’University College di Londra e della Columbia University di New York hanno infatti testato con quale accuratezza sia possibile prevedere i tratti psicologici degli individui in base alle loro abitudini di spesa. Per fare ciò, hanno reclutato 2.193 persone per partecipare a un’indagine in cui sono state analizzate un totale di 2 milioni di transazioni di spese da carte di credito e operazioni bancarie.
Anche se i risultati dello studio, effettuato con l’ausilio di una tecnica di machine-learning, hanno mostrato una precisione predittiva più elevata per alcuni tratti psicologici rispetto ad altri, tuttavia i risultati hanno fornito previsioni accurate per caratteristiche specifiche come “materialismo” e “autocontrollo”.



