
Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.
Il nonno cominciò a produrre vino per passione. Suo padre Vittorio acquistò la collina Bellavista per passione. È stata la passione per la campagna, gli animali, la natura, la cantina che ha vocato (come si direbbe di un territorio) Francesca Moretti a guidare il gruppo vinicolo di famiglia Terra Moretti. “Sono diventata manager per passione”, conferma, “ma anche per forza di cose”, scherza dicendo la verità. “Sono cresciuta sulla collina Bellavista. Ho sempre avuto uno spirito agreste. Giocavo fuori con gli animali e finivo a dare una mano in cantina. Mi davano qualcosa da fare anche per tenermi buona. È lì, quasi per gioco, che è nato il mio grande amore per il vino”. Poi la svolta illuminante. “Quando avevo 14 anni mio padre andò a Bordeaux con l’enologo e mi portò con lui. Questo per me è stato il viaggio della rivelazione: voglio fare il vino, dissi a tutti e prima di tutti lo dissi a me stessa”.
Oggi intorno alla collina Bellavista, vicino ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta, i Moretti hanno creato una grande azienda italiana ma soprattutto un ecosistema frutto proprio dei tanti viaggi in Francia di Vittorio con la moglie Mariella. Passando tra colline e borghi vedeva che i francesi erano più avanti degli italiani: strutture alberghiere di lusso, negozi eleganti: tutto ruotava attorno al vino di qualità. E allora, visto che il Chardonnay e il Pinot nero vengono bene in Franciacorta, perché non fare lo stesso che aveva visto in Francia? Si trattava di trasformare un hobby in un business. Terra Moretti e il vino Bellavista sono nati così.
E Francesca? Francesca era predestinata: delle tre sorelle lei è quella di mezzo. La più grande, Carmen, ha sempre avuto la passione per l’accoglienza e l’hotellerie, quindi il suo ruolo era già pronto: occuparsi dei resort L’Andana in Maremma e L’Albereta in Franciacorta. L’altra sorella, Valentina, la più piccola, ha preferito l’architettura e infatti lavora nell’azienda di costruzioni di famiglia. Francesca era perfetta per il gruppo vinicolo. “E infatti, come dicevo, sono diventata manager per forza di cose”, racconta. “Il business è diventato grande nel tempo. Siamo partiti con un’azienda in Franciacorta e sono diventate due, poi è arrivata quella in Toscana, a Suvereto. Nel frattempo mi sono laureata e ho fatto la tesi sull’azienda agricola Petra: ho fatto tutta la zonazione, ho vissuto tre anni lì e da lì, stando a fianco di mio padre imprenditore, ho cominciato a non guardare più solo gli aspetti enologici o agricoli ma anche un po’ tutto il resto. Poi le aziende sono diventate tante (oggi sono sei) con un grande impegno per mio padre che deve occuparsi non solo di vino ma anche di costruzioni. Quindi sono stata obbligata a diventare manager. Ma l’ho fatto e lo faccio volentieri”.



