
Il genio non va in vacanza, è proprio il caso di dire. Durante le festività appena concluse, un gruppo di imprenditori di successo ha trascorso una serata in riva al mare raccontando la propria avventura, tra aneddoti, aspirazioni e soprattutto tante emozioni. Lo ha fatto immerso nella natura di quello che è stato il primo investimento fuori dall’Europa di Baglioni, l’unica catena di hotel a 5 stelle tutta italiana: il Resort Maldives. A tessere le fila di questo atipico incontro “les pieds dans l’eau”, Arturo Artom, anfitrione del Cenacolo, l’appuntamento culturale che raggruppa ogni mese a Milano una decina di leader di differenti settori invitandoli a raccontare la propria vita e a condividere quel mix unico di talento e chance che li ha portati al successo. Un appuntamento dal sapore rinascimentale nel quale scambiarsi idee e visioni per il futuro e che sui canali tv di BFC trova rinnovata formula nella versione “one to one”.

Ma torniamo là, a quella sera di pochi giorni fa sulla fine sabbia bianca, con le stelle da soffitto e il suono del mare come sottofondo. A raccontarsi per primo lui, Matteo Zoppas. figlio di Antonia Zanussi e di Gianfranco Zoppas, Matteo l’arte dell’imprenditoria la respira dall’istante in cui ha messo piede in questo mondo. Come non ricordare il claim “Zoppas li fa e nessuno li distrugge”? Assorbito dalla Zanussi prima e poi entrato a far parte della multinazionale Electrolux, il marchio è riuscito a ritagliarsi una sua nicchia diventando come Zoppas Industries uno dei leader mondiali nella produzione di resistenze elettriche e sistemi riscaldanti. Non solo metalmeccanica. Nel 1971, infatti, la famiglia Zoppas acquisisce la maggioranza della San Benedetto. Multinazionale tascabile con oltre 700 milioni di fatturato. Dal 2008 Matteo Zoppas è nel board dell’Acqua Minerale San Benedetto. La sua capacità imprenditoriale l’ha portato a ricoprire ruoli di leadership anche all’interno di Confindustria, sino a qualche mese fa era sua la presidenza di Confindustria Veneto.
Arte e impresa. Un binomio caro ad Artom che, tenendo fede alla sua visione nella quale imprenditoria e cultura si incrociano e collaborano per delineare un percorso di crescita umano ispirato al bello, dà la parola a Pierfrancesco Favino. L’attore, giunto al successo nel 2005 col film drammatico Romanzo Criminale, ha raccontato della sua esperienza nella conduzione del Festival di Sanremo lo scorso anno, un’occasione che gli ha permesso di stringere un rapporto più forte, più empatico, col proprio pubblico. Grande protagonista della pellicola che in questi giorni sta facendo discutere non poco, Hammamet, da diversi anni Favino è direttore della Scuola L’Oltrarno di Firenze, e, come un artigiano di bottega fiorentina, forgia gli animi dei giovani artisti preparandoli a conquistare i propri sogni.
Dall’arte allo sport. La parola passa fluidamente a Vicenzo Novari, il manager genovese al quale è stato affidato il complesso compito di portare al successo le Olimpiadi Milano-Cortina del 2026. Già da giovanissimo Novari arriva a conquistare col proprio talento ruoli manageriali per aziende quali L’Oréal e Danone. Ma a consacrare le sue capacità imprenditoriali sono le telecomunicazioni. direttore commerciale e marketing di Omnitel prima e poi amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari lascia il ruolo solo tre anni fa, ma non del tutto il settore. Dal 2016 infatti è Special Advisor Italia per CK Hutchinson. Oggi il top manager si prepara ad una sfida nuova, imponente e entusiasmante al tempo stesso: gestire la grande macchina delle olimpiadi invernali che porteranno alla ribalta il nostro Paese.



