Lo scorso novembre è nata C&P Srl, l’ex Percassi Food&Beverage, il cui 60% è stato rilevato da Chef Express, la società che gestisce le attività di ristorazione del gruppo Cremonini, mentre il restante 40% è rimasto nelle mani di Percassi tramite Odiessea Srl, nell’ambito di un accordo che ha dato vita a un nuovo player nell’offerta di ristorazione multi-brand per centri commerciali, shopping mall e outlet, stazioni, aeroporti e autostrade.
Da un lato il gruppo alimentare Cremonini, specialista della produzione, distribuzione e ristorazione, che conta su oltre 18.500 dipendenti e un fatturato di 4,184 miliardi di euro (il 35% realizzato all’estero) e di cui Chef Express è l’avamposto nel campo delle attività in concessione (stazioni, aeroporti, autostrade) con in portafoglio oltre trenta brand; dall’altro Percassi che, oltre a possedere la squadra di calcio dell’Atalanta, spazia dallo sviluppo e gestione di reti commerciali (Gucci, Nike e Lego per citarne solo alcune) ai marchi di proprietà come Kiko Milano.
Il perimetro della nuova C&P comprende ad oggi 16 punti di ristorazione nei principali shopping mall e centri urbani con i marchi La Piadineria Casa Maioli, Ciao Antica Pizza Romana e Wagamama per un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro. Ma l’obiettivo è crescere con un piano di sviluppo da una ventina di nuovi punti l’anno, rilanciarne di esistenti e diventare incubatore e sviluppatore di nuovi concept di ristorazione, anche di operatori esteri interessati a sbarcare in Italia. Per comprendere più a fondo il disegno complessivo e le ragioni che hanno portato a un simile accordo, ne abbiamo parlato con Cristian Biasoni, ad di Chef Express nonché della nuova società C&P.
Cristian Biasoni, ad di Chef Express e di C&P
Come mai due family business italiani di successo come Cremonini e Percassi, ciascuno con la sua storia e tradizione, divenuti entrambi rilevanti player nei rispettivi mercati di riferimento, hanno deciso di unire le forze nel progetto C&P?
Perché entrambi hanno compreso di essere di fronte a una interessante opportunità di mercato, considerando l’importanza di un’area di business promettente e non presidiata. Oggi non esiste in Italia un operatore in grado di essere presente in tutti i canali mercato come leader. Alla base di questo accordo c’è da un lato Chef Express che è leader nella ristorazione, in particolare nel mondo della concessione (stazioni, aeroporti e autostrade dove abbiamo oltre 200 punti vendita), e dall’altro Percassi che è uno dei principali operatori nel mondo del retail, dei centri commerciali, outlet, mall ecc., con un fortissimo know-how nello sviluppo immobiliare e nella gestione di diverse catene, principalmente non food. Lo scopo della nuova società è proprio quello di accelerare lo sviluppo di format di ristorazione in questo canale, grazie al nostro know how consolidato. Ma non solo: allo stesso tempo portare quei format anche nel nostro mondo delle stazioni e aeroporti, dove possono riscontrare un ottimo successo grazie alle loro caratteristiche. Come Wagamama, per fare un esempio, che è già presente nell’aeroporto di Malpensa.
Come è nata l’idea di questo accordo e quali sono state le tappe che hanno portato all’avvicinamento tra Percassi e Cremonini?
Ci abbiamo lavorato per più di un anno, approfondendo con cura tutti gli aspetti. Noi puntavamo a entrare in un segmento dove oggi siamo presenti solo con Roadhouse Restaurant, peraltro con una quindicina di locali su 150 complessivi. E Percassi voleva far crescere la neonata divisione food anche col supporto di un partner con le giuste competenze. Dall’accordo è escluso solo Starbucks, che Percassi continuerà a sviluppare autonomamente. Diciamo che l’incontro, oltre alla felice coincidenza di interessi di business, è stato favorito anche dal reciproco rispetto tra due importanti famiglie imprenditoriali italiane
In che senso C&P ambisce a divenire incubatore e sviluppatore di nuovi concept di ristorazione? C’è già qualche progetto in cantiere?
Nella nostra attività operiamo con una trentina di marchi, alcuni propri e altri in gestione, così da coprire tutte le esigenze del settore. Mi spiego meglio: un gestore di un aeroporto o di una stazione, ha la necessità di offrire formati di ristorazione differenti per coprire tutte i bisogni dei viaggiatori. Oggi l’offerta del classico bar caffetteria è del tutto insufficiente: servono ristoranti (self service o con servizio al tavolo), gelaterie, wine bar, pizzerie, locali con offerta premium oppure più semplificata come fast food, e così via. Questa nostra expertise può avere uno sviluppo enorme nel settore dei centri commerciali, dove la domanda di ristorazione sta crescendo a doppia cifra e sensibilmente di più rispetto al resto del retail. E dove si possono implementare nuovi marchi di nostra proprietà oppure svilupparne altri di operatori esteri interessati al mercato italiano dove possono entrare trovando un partner affidabile come C&P con tutte le competenze e capacità gestionali. Il già citato Wagamama è un esempio chiaro, ma abbiamo già contatti con altri marchi, anche se al momento non posso dire di più.
Quali saranno i primi passi del piano di sviluppo che prevede l’apertura di una ventina di nuovi punti vendita l’anno e la possibilità di esportare marchi all’estero?
I primi risultati di questo accordo saranno le aperture in alcune stazioni del circuito di Grandi Stazioni dei primi locali a marchio Casa Maioli – Piadineria Romagnola. E stiamo lavorando per estendere Wagamama in altri aeroporti.
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