Se l’arte contemporanea dovesse essere ridotta ad una sola icona, questa sarebbe sicuramente una banana.
A riportare questo frutto sulla scena artistica è stato recentemente Maurizio Cattelan: la sua Comedian – la banana appesa al muro con un nastro adesivo esposta ad Art Basel Miami 2019 – ha attirato su di sé una grande attenzione. Sull’opera sono stati spesi fiumi di parole, in ambiente artistico, sui media, di settore e non, e tra la gente. Il principale merito dell’installazione è senza dubbio quello di aver portato sulla bocca di tutti un tema solitamente di nicchia come l’arte concettuale.
Comedian – la prima opera realizzata con una vera banana – ha destato clamore soprattutto per il suo prezzo di vendita: 120 mila dollari per le prime due edizioni e 150 mila per la terza. Vista l’enorme bagarre mediatica è bene specificare, come ha fatto Emmanuel Perrotin, gallerista di Cattelan, che “Comedian ha un certificato di autenticità (COA) che contiene le istruzioni esatte per l’installazione e una autentica che attesta che l’opera è di Maurizio Cattelan. Ciò è fondamentale, infatti, senza un COA, un’opera d’arte concettuale non è altro che la sua rappresentazione materiale”.
Ma Cattelan è solo l’ultimo (anzi, probabilmente ormai non più) artista ad aver utilizzato la banana nelle sue opere; sono stati diversi i colleghi che hanno interpretato il celebre frutto e accendendo il desiderio dei collezionisti di tutto il mondo.
La banana certamente più famosa è quella disegnata da Andy Warhol per un album dei The Velvet Underground & Nico, forse la copertina di un vinile più iconica mai realizzata.
Nelle prime edizioni dell’album, il frutto disegnato dal padre Warhol per la band di Lou Reed si poteva sbucciare; anzi, come recitava una postilla sulla cover, da “sbucciare dolcemente e vedere”. L’album, uscito nel 1967, è presto divenuto oggetto di culto tra i collezionisti di vinili e di oggetti d’arte e oggi ha un valore di circa 2 mila dollari. Questa banana è stata addirittura al centro di una disputa legale sui diritti di utilizzo tra i Velvet Underground & Nico e la Andy Warhol Foundation.
Nella stessa epoca altri due grandi dell’arte contemporanea hanno in qualche modo ritratto il frutto giallo: Basquiat dedica proprio ad Andy Warhol Brown Spots (Portrait of Andy Warhol as a Banana); mentre Keith Haring, nel 1987, in un disegno ad inchiostro su carta ritrae Andy Warhol con in mano una banana.
Andando indietro nel tempo, Paul Gauguin nel 1891, in The Bananas – oggi esposta al Musée d’Orsay di Parigi – dipinge un grande casco di banane; nel 1913 è la volta di Giorgio de Chirico che dipinge un casco di banane ne L’Incertezza del Poeta, opera oggi di proprietà della Tate Gallery e in questi giorni esposta a Milano all’interno della retrospettiva dedicata all’artista; mentre Frida Kahlo nel 1939 realizza The Bride Frightened at Seeing Life Opened, inserendo il frutto all’interno dell’opera.
La lista di artisti che hanno dedicato una opera alla banana è infinita davvero e non si ferma qui. Mel Ramos, altro esponente chiave della Pop Art, agli inizi degli anni ‘60, all’interno del suo viaggio artistico contro le pubblicità urlate, realizza Ciquita Banana, una grande scultura che ospita all’interno una pin up. Anche David Hockney, uno degli artisti più valutati al mondo, nel 1970 dipinge Banana, opera che raffigura il frutto realizzato con colori a pastello. Roy Lichtenstein interpreta, invece, il frutto giallo all’interno della sua serie sulla natura morta rivisitata in stile pop. Negli anni ’80 il collettivo artistico femminista Guerrila Girls realizza un’opera per sensibilizzare l’opinione pubblica contro lo strapotere dell’universo maschile nel mondo dell’arte.



