
Un like, un commento, una richiesta d’amicizia. O anche viceversa, ma pur sempre con una costante: trovarsi in rete, per poi incontrarsi dal vivo. È una consuetudine oggi imperante, quella che Octi si propone di rovesciare. E se tutto avvenisse prima offline e poi online? Il social network appena lanciato da Justin Fuisz scommette sulla qualità delle interazioni. L’app – solo per iPhone e non ancora disponibile in Italia – propone la creazione di un profilo personale esattamente come avviene su Facebook. Ma per chiedere l’amicizia a un’altra persona, è necessario inquadrarla con lo smartphone. Non esattamente una consuetudine oggigiorno, in cui non a caso le richieste d’amicizia piovono copiose.
Su Octi la via maestra per conoscere qualcuno è incontrarsi di persona. Per questa ragione il social network scommette sull’Augmented Reality, definendosi “la prima piattaforma di realtà aumentata basata sulle persone”. Dopo l’accesso, l’app chiede di inquadrare l’interlocutore. E grazie all’intelligenza artificiale, Octi rileva la presenza di un iscritto alla piattaforma – se inquadrato dalla fotocamera – suggerendo quindi la connessione tra i due utenti. Appunto, però, solo a fronte di un incontro di persona. Provando quindi a ristabilire un’identità nella relazione tra online e offline.
Connettere le persone online non basta più, insomma. E se n’era accorto già Mark Zuckerberg, qualche tempo fa. «Prima pensavo che se solo avessimo dato alle persone la possibilità di esprimersi e le avessimo aiutate a connettersi, il mondo sarebbe migliorato da sé. Ora credo che non basti connettere il mondo: dobbiamo fare in modo che si unisca sempre più», aveva dichiarato il fondatore di Facebook in un’intervista alla CNN. E il mercato sembra aver risposto positivamente alla volontà di attribuire un valore alle connessioni definite efficacemente dalla crasi onlife, a cavallo tra reale e virtuale.
Le richieste d’amicizia targate Octi hanno già raccolto il favore di diversi investitori. L’app ha ricevuto finanziamenti per 12 milioni di dollari da una cordata formata dalla lega professionistica di football americano NFL, Live Nation e fondi come Anheuser-Busch InBev, Bold Capital Partners e Human Ventures. Il social network fondato da Justin Fuisz è inoltre supportato – tra gli altri – dal Chief Product Officer di Adobe Scott Belsky e dall’ex manager di Snapchat Tom Conrad.



