
Non è esagerato dire che tutto il mondo ha ora gli occhi puntati sul coronavirus, il timore dell’espandersi del contagio e di un crollo del sistema economico ribalza da una parte all’altra del pianeta facendo tremare governanti e intere comunità. In prima linea nella battaglia contro il virus la task force formata da istituti di ricerca, università e società tecnologiche si adopera con urgenza nell’individuazione di un vaccino efficace e sistemi medici innovativi. Così, come avevamo già raccontato su Forbes, Moderna in Massachusetts sperimenta il vaccino mRNA-1273 e Karius lavora per produrre una metodologia innovativa per l’individuazione rapida dell’insorgenza di una determinata malattia.
In questa corsa contro il tempo per ristabilire la normalità, un’altra notizia lascia ben sperare: la Gilead Sciences, una delle più importanti aziende biofarmaceutiche al mondo, sta avviando due studi di fase 3 sul Remdesivir per il trattamento di Covid-19. La fase 3 di sperimentazione è quella più importante perché nella prima fase (fase 1) si studia il vaccino in poche persone (tra 20 e 80), dopo di che il numero di persone da coinvolgere aumenta fino ad arrivare anche ad alcune migliaia di partecipanti nella terza fase.
Remdesivir, il trattamento anti-coronavirus in sperimentazione alla Gilead Sciences
A differenze della soluzione a cui sta lavorando Moderna, la sperimentazione di Gilead non è rivolta alla creazione di un vaccino, ma a validare l’utilizzo contro il virus di un medicinale già esistente. I più attenti lo ricorderanno, Remdesivir non è altro che l’antivirale contro l’Ebola prodotto dalla Gilead Sciences e – come riportato dalle cronache – utilizzato anche in via sperimentale all’ospedale Spallanzani di Roma per guarire la coppia di turisti cinesi e il ricercatore emiliano rimpatriato dalla Cina. Ora però bisogna capire se questo trattamento possa essere somministrato con risultati soddisfacenti a tutti coloro che hanno contratto il coronavirus. Ed è proprio questo che sta facendo la Gilead Sciences. Obiettivo: salvare vite umane uscendo il prima possibile dalla sperimentazione e mettendo il farmaco in commercio.
Attualmente, infatti, Remdesivir non ha ancora ottenuto la licenza o l’approvazione in tutto il mondo e non ha dimostrato di essere sicuro o efficace per qualsiasi uso. In collaborazione con agenzie governative, organizzazioni non governative e autorità regolamentari locali, Gilead sta fornendo il Remdesivir a pazienti qualificati con Covid-19 sulla base della procedura detta “uso compassionevole” per il trattamento delle emergenze al di fuori degli studi clinici in corso.



