
In questo momento in cui in tante parti del mondo si sta affrontando l’emergenza coronavirus, si sa quanto sia importante accedere ad una corretta informazione che, senza allarmismi inutili e fake news, ci aggiorni in maniera precisa sulla situazione in continuo sviluppo e ci indirizzi verso i giusti comportamenti da adottare. Lo sa bene anche Mark Zuckerberg che attraverso la sua piattaforma social connette ogni giorno in media 1,66 miliardi di utenti (dati ufficiali Facebook ultimo trimestre 2019) e che, proprio per questa ragione, ha sentito la necessità di mettere nero su bianco la strategia di Facebook in questo contesto e le azioni messe in campo per dare un concreto contributo alla ricerca.
Coronavirus su Facebook: il messaggio di Mark Zuckemberg
Per far sentire la propria voce Mark Zuckemberg ha scelto di pubblicare un post sul suo profilo ufficiale Facebook, si tratta di una lettera aperta nella quale il ceo elenca tutte le azioni messe in capo per contrastare la cattiva informazione e mettersi al servizio delle organizzazioni internazionali, obiettivo primario: contenere l’epidemia.
Il team di Facebook si impegna a garantire che tutti possano accedere a informazioni attendibili e accurate. Già adesso, cercando “coronavirus” sulla piattaforma il primo risultato in alto sarà un pop-up che indirizza all’Organizzazione Mondiale della Sanità o all’autorità sanitaria locale per le ultime informazioni. Noi italiani, per esempio, abbiamo modo di atterrare immediatamente sulla pagina Nuovo Coronavirus pubblicata dal Ministero della Salute. In quest’ottica si inserisce anche la cessione di spazi pubblicitari gratuiti all’Oms per diffondere le proprie comunicazioni e milioni di crediti in più ad altre organizzazioni internazionali impegnate in questa battaglia.
La lotta alle fake news, oggi più di ieri, diventa una priorità. “È importante – scrive Zuckemberg – che ognuno abbia un posto in cui condividere le proprie esperienze e parlare dell’epidemia, ma come chiariscono gli standard della nostra comunità, non va bene condividere qualcosa che metta in pericolo le persone. Quindi stiamo rimuovendo false affermazioni e teorie complottiste”.



