
Da lupi a diavoli. I broker dell’alta finanza cambiano le proprie vesti, ma rimangono amanti dell’oscurità e di una delle frasi simbolo dell’economia e dell’attuale periodo storico: “Whatever it takes”.
Dopo settimane di attesa, oggi venerdì 17 aprile arriverà in prima serata su Sky Atlantic “Diavoli”, la serie tv thriller-finanziaria italiana, britannica e francese, prodotta da Sky Italia e Lux Vide e composta da dieci puntate.
Da “Wall Street” a “The big short” (La grande scommessa”), passando per “The “Wolf of Wall Street”, il mondo finanza è stato identificato in diversi modi: oscuro, manipolatore, affamato e surreale, ma mai diabolico come si evince dal titolo della serie tv di Sky tratta dall’omonimo romanzo di Guido Mario Brera.
Diavoli e la crisi finanziaria del 2008
Nessuno si sarebbe aspettato, né tantomeno Sky, che “Diavoli” avrebbe visto la luce durante una delle crisi sanitarie ed economiche più importanti dal dopoguerra, come quella causata dalla diffusione della pandemia da coronavirus, nonostante ciò la serie tv thriller-finanziaria è pronta a tenere incollati sul piccolo schermo milioni di italiani.
Ad ogni costo non è solo il pensiero dell’ex presidente della Bce Mario Draghi, ma anche il fulcro principale della trama dell’opera televisiva diretta da Nick Hurran e Jan Maria Michelini. Ambientata nel biennio 2011-2012, “Diavoli” sposta l’asse del potere economico finanziario dagli Usa all’Europa (in particolare su Londra) e mette insieme realtà e finzione.
E per farlo parte dalla crisi finanziaria del 2008 e dal termine “shortare”. Quest’ultimo fondamentale per capire lo scoppio della bolla immobiliare e dei guadagni che ancora oggi in tempi di crisi riescono a mettere a segno diversi protagonisti della finanza.




