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Perché il prezzo del petrolio Wti è crollato. E quello del Brent invece no

Crollano i prezzi del petrolio. Ieri il greggio Wti è arrivato a toccare la quotazione negativa di -37 dollari al barile: ecco i motivi.

21 aprile 2020
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petrolio, crollo delle quotazione del wit e del brent
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Articolo di Sarah Hansen per Forbes.com

I future sul petrolio sono precipitati al livello più basso della storia, mentre la domanda di greggio continua a precipitare e i serbatoi di stoccaggio statunitensi si riempiono, nonostante un accordo di riferimento tra Opec e i suoi alleati per tagliare la produzione globale a livelli record.

Il contratto di maggio per i futures sul West Texas Intermediate (il benchmark per i prezzi del greggio Usa), che scade martedì, nel pomeriggio di ieri è sceso di oltre il 100% a 6,75 dollari al barile per poi addirittura toccare la quotazione negativa di -37 dollari al barile. Tant’è “less than zero” è stato il titolo utilizzato dal Wall Street Journal. Nella giornata di oggi, invece, il prezzo è risalito a 2 dollari al barile.

Il greggio Brent, punto di riferimento per i prezzi globali del petrolio, nella giornata di ieri è riuscito a tenere botta, anche se le sue quotazioni sono scese dell’8%, attestandosi quindi al prezzo di 25,83 dollari al barile.

Le differenze tra il petrolio Wti e il Brent

Uno dei motivi della divergenza di prezzo tra i due parametri di riferimento è lo stoccaggio. Infatti, come afferma la Cnbc, il greggio Brent è prezzato nel mezzo del Mare del Nord, dove lo stoccaggio delle petroliere è ampio e accessibile, mentre lo stoccaggio di petrolio Wti negli Usa è limitato e senza sbocco sul mare e ciò rende il trasporto relativamente più difficile.

Di conseguenza, il Brent è più resistente allo shock della domanda causato dal coronavirus, mentre i prezzi del Wti sono molto più sensibili: quando la domanda cala, lo stoccaggio si riempie e i prezzi negli Usa rispondono più rapidamente.

Gli analisti del settore hanno indicato Cushing, in Oklahoma, come prova: è un importante hub per il commercio petrolifero degli Usa e la sua capacità si sta rapidamente riempiendo, mentre i commercianti si affrettano a immagazzinare petrolio in modo da poterlo vendere sul mercato dei futures a un prezzo più alto.

La situazione negli Usa

“La situazione degli Usa è piuttosto disastrosa”, ha detto alla Cnbc Daniel Hynes, stratega senior delle materie prime presso Anz . “Chiaramente, essendo un mercato relativamente senza sbocco sul mare, stiamo assistendo a una reale pressione sullo stoccaggio come conseguenza del crollo della domanda”, ha affermato. “Senza alcun tipo di speranza, suppongo, almeno nel prossimo mese. Penso che i prezzi rimarranno sotto pressione. ”

La scorsa settimana, l’Arabia Saudita e la Russia hanno concordato di effettuare tagli alla produzione di petrolio a seguito di una lunga guerra dei prezzi che ha devastato il mercato petrolifero a causa di una forte crisi della domanda causata dal coronavirus. Non è probabile, tuttavia, che l’accordo sarà sufficiente per stabilizzare il mercato statunitense. “Non esiste un accordo fattibile in grado di tagliare abbastanza l’offerta per compensare tali perdite a breve termine della domanda”, ha avvertito la scorsa settimana all’Agenzia internazionale per l’energia.

L’agenzia prevede che il crollo dei prezzi e l’aumento delle scorte costringerà i produttori statunitensi a ridurre significativamente la produzione quest’anno; per questo dicembre la previsione di produzione è inferiore di 2 milioni di barili al giorno rispetto a dicembre 2019.

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