
Articolo di Isabel Togoh apparso su Forbes.com
La pandemia di coronavirus ha costretto la Cina a non dichiarare il suo obiettivo di crescita annuale per la prima volta da quando ha iniziato a pubblicare gli obiettivi di Pil nel 1990. Si tratta dell’ennesimo segno dei danni inferti dalla crisi sulla seconda più grande economia del mondo.
Fatti chiave
- L’omissione dell’obiettivo di Pil ha messo in ombra la posticipazione di una settimana della riunione del Congresso nazionale del popolo, il più importante evento politico dell’anno in Cina.
- Il premier cinese Li Keqiang ha dichiarato alla riunione di venerdì: “Non abbiamo fissato un obiettivo specifico per la crescita economica quest’anno. Questo perché il nostro Paese dovrà affrontare alcuni fattori che sono difficili da prevedere a causa della grande incertezza circa la pandemia di Covid-19 e il contesto economico e commerciale mondiale”.
- La Cina ha annunciato per la prima volta ulteriori stimoli per mille miliardi di yuan in buoni del Tesoro, a sostegno delle imprese e delle regioni colpite duramente dalla pandemia.
- Nello scorso trimestre l’economia cinese si è contratta per la prima volta negli ultimi decenni, del 6,8%. La pandemia ha spinto verso il basso gli obiettivi di creazione di posti di lavoro, le esportazioni, i consumi e gli investimenti poiché i blocchi hanno influenzato la produzione e la domanda sia in patria sia all’estero.
- Prima della pandemia, la Cina puntava a pubblicare obiettivi di crescita del 6%. Li invece ha detto che la Cina ha preparato le basi per “raggiungere l’obiettivo di costruire una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti”.
- Pechino sta affrontando una crescente pressione internazionale per rispondere alle domande sulle origini del coronavirus.
- Le tensioni con Washington si stanno moltiplicando ancora una volta mentre i funzionari si accusano a vicenda per la cattiva gestione dell’epidemia e le speranze di un accordo commerciale [con gli Usa], sul tavolo prima della pandemia, stanno rapidamente svanendo.
Informazione collegata
I futures sul petrolio a New York sono scesi di quasi il 6% venerdì mattina, a causa delle preoccupazioni per il tasso di crescita della Cina e per le tensioni tra Washington e Pechino.
Grandi numeri
Li ha annunciato l’obiettivo di creare 9 milioni di posti di lavoro nelle aree urbane nel prossimo anno, in calo rispetto all’obiettivo dello scorso anno di 11 milioni. L’obiettivo è il più basso degli ultimi sette anni. I funzionari affermano che la disoccupazione urbana è di circa il 5,5%, ma gli analisti ritengono che la disoccupazione potrebbe quasi raddoppiare, afferma il Guardian.per



