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Perché i fondi di investimento puntano il calcio e la Serie A

Investire nel calcio e nella Serie A. È questo il nuovo obiettivo dei fondi di investimento di private equity. Quali sono i possibili motivi?

26 giugno 2020
Serie A Tim
Investments | Massimiliano Carrà — Francesco Pecoraro -Getty Images
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Francesco Pecoraro – Getty Images

Investire nel calcio e in particolare nella Serie A, il massimo campionato italiano. Sembra essere questo il nuovo obiettivo dei fondi di investimento di private equity, da sempre alla ricerca di nuove opportunità e soprattutto di guadagni.

Nelle ultime settimane, come riporta anche il sito calcioefinanza, sono tante le offerte che sarebbero arrivate sul piatto della principale lega calcistica italiana: partendo da Cvv Capital Partners, fino ad arrivare a Bain Capital e ad Advent International.

Proprio quest’utlimo, che vede al suo interno tra le figure di spicco l’italiano Mattia Ambrosini, sarebbe l’ultimo, in ordine tempo, ad aver messo nel mirino la Serie A con un’offerta notevolmente più sostanziosa rispetto ai suoi competitor: 13 miliardi di euro (Bain Capital avrebbe messo sul piatto 3 miliardi per una quota del 25% del campionato di calcio italiano, mentre Cvv Capital Partners 2 miliardi di euro per il 20%).

Fondi di investimento a caccia della Serie A: i motivi

Investire in un asset svalutato per farlo crescere e rivenderlo a un prezzo superiore. Sembra essere questo il fil rouge che lega il mondo del private equity e quello del calcio. Ma andiamo con ordine.

L’industria del pallone, come ogni altro settore, sta vivendo un periodo molto difficile: entrate in calo (gli stadi a porte chiuse lo dimostrano), nuovi attori all’interno dei diritti tv, che risultano in discesa (l’avanzata delle piattaforme di video streaming, come Amazon, e l’ultimo accordo per il quadriennio 2021/2025 della Bundesliga, massimo campionato di calcio tedesco, ne sono un esempio), deprezzamento dei cartellini dei calciatori e delle rose e, infine, problemi di liquidità e conseguenti debiti crescenti.

Proprio quest’ultimo, sarebbe il motivo principale che sta spingendo i fondi di investimento di private equity ad addentrarsi nel mondo del calcio. Ma perché la Serie A? Difficile rispondere, ma anche qui i motivi che si celano dietro questa scelta sarebbero prettamente frutto di un calcolo di costo-opportunità. 

Infatti, secondo l’Annual Review of Football Finance 2020 redatto da Deloitte, il massimo campionato di calcio italiano è la quarta lega calcistica più ricca d’Europa, dietro a Inghilterra, Spagna e Germania. Quindi, anche se rientra tra i top campionati del vecchio continente, tuttavia rimane tra i meno fruttuosi e di conseguenza tra i meno “cari” dal punto di vista degli investimenti.

Questo permette agli attori in gioco di sborsare una cifra meno esosa rispetto agli altri 3 top club europei e rispetto alla normalità (vista la crisi innescata dal covid-19) e di puntare comunque su un campionato che negli ultimi anni sta tornando in auge non solo in termini di appeal, ma anche di investimenti. E l’acquisto di Cristiano Ronaldo, insieme alla successiva introduzione del decreto crescita, ne sono una dimostrazione. 

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