
Articolo apparso sul numero di settembre 2020 di Forbes. Abbonati
Nel 2017 la smart mobility non era ancora sulla bocca di tutti. Certo, si intravedevano alcuni visionari imprenditori con idee, secondo alcuni bizzarre, e progetti che promettevano di cambiare il modo con il quale ci spostavamo da una parte all’altra. Oggi, quel mondo che sembrava troppo futuristico è già tra di noi. E Camillo Piscitelli è uno di quegli imprenditori che può dire di averci visto giusto, quando tre anni fa ha deciso di fondare Hurba, una startup innovativa che si occupa della produzione e della vendita di scooter elettrici. Un’idea che nasce anche come risultato di una creatività che fin da piccolo ha cercato di stimolare.
Nato a Roma nel 1993, si è laureato in Lingue e civiltà orientali, indirizzo cinese, nel 2016 all’Università di Roma La Sapienza. Successivamente è risultato fra i tre migliori studenti italiani vincitori di una borsa di studio per un anno di specializzazione a Pechino, alla prestigiosa Peking University: la permanenza in Cina è stato un momento determinante per approfondire i temi della mobilità elettrica e poi decidere di fondare la startup. “Oggi faccio l’imprenditore. Tutto ciò che è nato come un’idea, oggi ha bisogno di una continua esecuzione per poter crescere sulla base della mia visione iniziale. Durante le mie giornate mi interfaccio continuamente con persone, intrecciando rapporti commerciali e istituzionali, soprattutto in Italia, ma anche all’estero”, spiega Piscitelli. “Ritengo che la mia vena creativa e la mia predisposizione al lavoro intellettuale sono il vero motore della mia attività professionale. In Hurba cerco di portare continuamente ulteriore innovazione, ponendo quotidianamente le basi di una visione che è proiettata verso i prossimi 10 anni”. Convinto che di imparare non si possa mai davvero smettere e con l’idea di stare sempre al passo con i tempi, nel 2020 è stato ammesso al master professionale in Imprenditoria e innovazione presso l’Università di Stanford. All’attività di startupper, ha affiancato una passione per l’informatica e nuove tecnologie che lo ha portato a lavorare come consulente in una società di sicurezza, Sicurezza Etica, dove da gennaio ricopre il ruolo di chief innovation officer, oltre a esserne diventato socio. Hurba rimane tuttavia il motore principale del suo lavoro, soprattutto in un momento in cui la smart mobility è diventata a tutti gli effetti un’industria e i competitor si moltiplicano. Per differenziarsi, Piscitelli punta sulla flessibilità, sulla capacità di un’azienda piccola di leggere il mercato con una maggiore efficacia: “Il cliente da una parte ha esigenze diverse, dall’altra ha bisogno di certezze di cui si è abituato in altri settori. Un esempio è l’assistenza e il customer care, due pilastri trascurati da parecchi player. Noi puntiamo molto sulla capacità di adattarci alle specifiche esigenze di alcuni clienti, fornendo una personalizzazione quasi su misura dei mezzi che produciamo. Questo vantaggio, ci ha permesso di prendere alcuni clienti b2b che hanno scartato aziende molto più grandi di noi ma anche molto più ingessate”.



