
La corsa al vaccino contro il Covid-19 non si ferma e, dopo l’annuncio di una settimana fa di Pfizer e Biontech, Moderna si riporta in testa in questa sfida scientifica e sanitaria. Con un nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, la società di biotecnologie con sede a Cambridge (nel Massachusetts), ha dichiarato che il suo candidato vaccino contro il Covid-19 “ha soddisfatto i criteri statistici pre-specificati nel protocollo di studio per l’efficacia, con un’efficacia del 94,5%”.
“Questo è un momento cruciale nello sviluppo del nostro candidato vaccino contro il Covid-19”, dichiara Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. “Dall’inizio di gennaio, abbiamo inseguito questo virus con l’intento di proteggere quante più persone possibile in tutto il mondo. Abbiamo sempre saputo che ogni giorno è importante. Questa analisi ad interim positiva del nostro studio di fase 3 ci ha dato la prima convalida clinica che il nostro vaccino può prevenire l’infezione da coronavirus, inclusa la malattia grave”.
Superata anche la revisioni degli eventi avversi. Secondo i dati rilasciati da Moderna (che era stata la prima società ad avviare la cosiddetta fase 3), “il vaccino è stato generalmente ben tollerato”. Tant’è che la maggior parte delle controindicazioni, tra cui dolore al sito d’iniezione, affaticamento, mal di testa, mialgia ed eritema, è stata di breve durata”.
Vaccino Covid-19 di Moderna: quando sarà disponibile e come verrà conservato
La società americana (che sta creando nuovi miliardari, come Robert Langer, professore di ingegneria chimica al Mit) prevede entro la fine del 2020 di avere circa 20 milioni di dosi di mRNA-1273 pronte per la spedizione e di rimanere sulla buona strada per produrre da 500 milioni a 1 miliardo di dosi a livello globale nel 2021.
Moderna (che non è l’unica con la quale l’Ue ha stipulato degli accordi di acquisto per il vaccino contro il Covid-19), ha anche affermato che il suo candidato vaccino rimane stabile tra i 2 e gli 8 gradi centigradi (“la temperatura di un normale frigorifero domestico o medico”), per 30 giorni e a -20 gradi centigradi per un massimo di sei mesi, in condizioni di refrigerazione fino a 30 giorni e a temperatura ambiente per un massimo di 12 ore.



