
Sono cmo, responsabili marketing, responsabili digital e cdo di cinque settori merceologici come media & entertainment, ict, automotive, servizi finanziari e fmcg i protagonisti dell’analisi condotta da Quantcast in collaborazione con NetComm e Forbes Italia, che ha come focus l’adozione della tecnologia machine learning in azienda. Il panel, che ha coinvolto 130 marketing manager, ha considerato anche tre diversi segmenti di brand: i marketing manager appartenevano infatti a marchi tradizionali, ovvero entrati nel mercato prima che il digitale iniziasse a esercitare un ruolo così strategico, con e senza e-commerce e a brand diretti, i cosiddetti direct-to-consumer ovvero e-commerce che sono nati proprio in concomitanza con l’avvio dell’era digitale.
Ma chi sono oggi i leader che abbracciano il cambiamento digitale? Sulla base dei risultati ottenuti è stato sviluppato una sorta di punteggio per la maturità dei brand, in grado di comprendere le peculiarità e le qualità delle realtà aziendali a livello digitale. Ed è stato assegnato un punteggio per ogni risposta in tre specifiche aree: audience insight, targeting e misurazione delle campagne.

A questo punto, sono stati riconosciuti come leader digitali i marketer che hanno dichiarato di implementare gli strumenti offerti dal machine learning in ogni area, utilizzando dati di prima parte e misurando efficacemente le campagne. Le aziende che invece non sono rientrate in questa cerchia sono state definite ritardatarie, ovvero non ancora in linea con i tempi per quanto riguarda l’adozione della tecnologia a favore del marketing.
“Le evidenze emerse da questa ricerca dimostrano che l’implementazione del machine learning nel marketing rappresenta per i brand risultati concreti e positivi che permettono loro di essere veloci, competitivi e vincenti. Essere leader digitali è quindi imprescindibile per tutti i marketer italiani che vogliono supportare concretamente e correttamente la crescita del loro brand in futuro”, ha commentato Ilaria Zampori, general manager di Quantcast.

Tra i dati più significativi emersi dalla ricerca si segnala ad esempio che il 45% delle aziende italiane intervistate classificate come leader sono brand diretti, mentre il 59% delle imprese cosiddette ritardatarie trovano voce in brand tradizionali non dotati di piattaforme e-commerce. E se con riferimento all’ambito merceologico si è notato come il settore dei servizi finanziari sia il più avanzato mentre sono in ritardo fmcg e canale retail, in generale ben il 47% dei marketer intervistati dichiara di aver ottenuto dei benefici dall’utilizzo del machine learning nelle attività di marketing.




