
A tre anni dal lancio del gelato Kinder in collaborazione con Unilever, Ferrero ritorna all’assalto di uno dei settori più amati della filiela alimentare: quello dei gelati confezionati. E lo fa partendo, come spesso accade, dalla Francia e portando su stecchetto e in freezer il sapore di due prodotti di punta della sua immensa produzione: il Rocher e il Raffaello.
“Non c’è niente di meglio di uno stecchetto per riprodurre l’esperienza di un morso Ferrero o di un Raffaello”, ha dichiarato a Le Figarò Jean-Baptiste Santoul, amministratore delegato della controllata francese, che spiega così il motivo della scelta: “Questo è il settore (riferito al gelato in stecchetto) più dinamico in questo mondo, con una crescita di oltre il 5% all’anno negli ultimi cinque anni”.
Una decisione naturale che tiene conto di tre fattori ben precisi. Secondo il panelist Iri, nel 2020 il mercato dei gelati è andato incontro a un aumento del 10%; nove francesi su dieci – come ha rivelato Santoul – li comprano negli ipermercati e nei supermercati. E, infine, non bisogna dimenticare che negli ultimi 5 anni Ferrero ha conquistato quasi il 15% del mercato francese dei biscotti, afferma Le Figarò. E proprio su questo punto i Nutella Biscuits hanno avuto un impatto importante (anche loro hanno debuttato prima in Francia e poi in Italia).
Capitolo Italia. Anche se ancora non ci sono comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda di Alba proprio sull’esordio nei nostri supermercati dei gelati Ferrero Rocher e Raffaello, secondo fonti vicine alla società sentite da Forbes.it, i due prodotti dovrebbero arrivare nel nostro Paese prima dell’inizio dell’estate 2021, limando quindi le tempistiche rispetto al passato. Per i gelati Kinder l’attesa fu di un anno, mentre per i Nutella Biscuits di sei mesi.



