“Non bisogna mai scommettere contro l’America”. È questo uno dei messaggi più forti lanciati da Warren Buffett, presidente e ceo di Berkshire Hathaway, nella sua tradizionale lettera annuale, pubblicata sul sito ufficiale della holding di investimento, indirizzata agli azionisti. Un monito chiaro e deciso che segue un pensiero ben radicato nella strategia delll’oracolo di Omaha. “Da 232 anni anni a questa parte (ossia dalla sua breve esistenza), nessuna nazione è riuscita a far emergere il potenziale umano come l’America. Nonostante alcune gravi interruzioni, il progresso economico del nostro Paese è stato mozzafiato”.
Un appunto doveroso e non solo patriottico a cui fanno da contorno, tra i tanti aspetti evidenziati, i guadagni totali registrati Berkshire Hathaway, si sono attestati a 42,5 miliardi di dollari, derivanti da quattro componenti ben precise:
- +21,9 miliardi di utili operativi (-9% rispetto al 2019, anche perché non sono state realizzate acquisizioni)
- +4,9 miliardi di plusvalenze
- +26,7 miliardi di plusvalenze nette non realizzate (ma che sono intrinseche nelle azioni detenute dalla Berkshire Hathaway)
- -11 miliardi di svalutazione del valore di alcune società controllate e affiliate.
“Abbiamo aumentato il valore intrinseco per azione della Berkshire Hathaway, sia trattenendo gli utili che riacquistando circa il 5% delle nostre azioni (un buy back record di circa 24 miliardi), dichiara Warren Buffett, che aggiunge: “Qualunque siano le cifre di oggi, credo fermamente in Charlie Munger, mio partner di lunga data, e quindi che le plusvalenze di Berkshire dalle sue partecipazioni di investimento saranno sostanziali. Naturalmente, alcune delle nostre partecipate deluderanno, aggiungendo poco o nulla al valore della loro azienda in termini di guadagni. Ma altre performeranno, anche in modo spettacolare”.
Ciò che è importante è che “il lavoro di Berkshire è semplicemente quello di non intromettersi nel successo dell’azienda. Quando un business produce e distribuisce un prodotto di consumo non essenziale, il cliente è il capo”.



