
Romana di nascita ma milanese d’adozione, e quinta generazione di una famiglia di commercianti di diamanti con ben 180 anni di storia. Segni particolari? Bellezza al naturale e tanta determinazione al punto che, nonostante dopo il diploma potesse rimanere nell’azienda di famiglia, la trentunenne Maria Vittoria Paolillo ha scelto di avviare un business indipendente creando un marchio tutto suo, MVP, realizzando il sogno di diventare designer di gioielli.
“Volevo dimostrare a papà di potercela fare e sognavo di avere una mia linea di gioielli realizzati con materiali semi preziosi, che potessero essere alla portata di tutti. La mia scelta non è stata accolta subito con entusiasmo in casa, ma questo non mi ha comunque fermata. In effetti, papà aveva ragione: i costi erano alti e i ritorni troppo bassi, ma ho capito ben presto che i social potevano darmi una mano”, spiega Paolillo. Che inizia così a pubblicare tre foto al giorno delle sue creazioni e, contemporaneamente, a utilizzare Instagram come diario visivo. Piano piano aumentano i follower, prevalentemente donne e a piacere oltre ai suoi anelli, tra cui il famoso cinque dita anche noto come Five Rings Cage, è il suo dress-code quotidiano. Maria Vittoria Paolillo ammette che ci sono voluti ben nove anni per iniziare ad affermarsi, anni durante i quali però non ha mai smesso di credere in se stessa, in cui ha sempre studiato innovazioni e lavorato sodo.

“Avevo iniziato a fare anelli geometrici, un po’ rock” originali nella forma, realizzati in bronzo, ma prosegue “capivo il potenziale dei social, vedevo crescere i miei seguaci, e iniziavano a piacere sia le mie linee di anelli che l’abbinamento di questi con gli abiti. Però, riuscii a dare il vero valore quanto mi stava accadendo solo con l’arrivo di Federico, mio marito, che oggi affina ed elabora le strategie del gruppo. Lui, che già aveva esperienza nel mondo della moda e dell’impresa, mi aiutò a creare il business plan di MVP Wardrobe e ad implementarlo da subito, così da non disperdere i risultati, ma semmai migliorarli e offrire ai followers ciò che volevano: il mio look quotidiano, daily-chic! Piaceva il mio modo di vestire e mi chiedevano dove acquistavo, come poter abbinare i vari look”. Fu così, dall’esigenza del mondo virtuale reale, che nacque l’idea di realizzare una collezione propria, mensile, per avere sempre qualcosa di pronto nel guardaroba. L’imprenditrice con 192 mila followers, in un solo anno con MVPWardrobe ha registrato 40 milioni di impression.
MVP Wardrobe è nata per realizzare una collezione mensile “Era qualcosa di diverso dal pronto moda (strategia che promette una produzione più rapida, ndr). La prima collezione made in Italy è stata lanciata a giugno 2019 con la formula see-now-buy-now. Si è trattato di una linea basica, rigorosamente logata MVP come la moda in quel momento richiedeva, ma con modelli casual come T-shirt e felpe disegnati come piacevano a me. A quel punto ho iniziato a proporli sul web”. Le presentazioni mensili, una quindicina di capi, vengono create oggi soprattutto puntando su fibre naturali e i modelli rispecchiano sempre uno stile chic e glam, dove la donna incarna una femminilità mai eccessiva e ostentata, con tocchi di forte modernità.

A marzo 2020, a un certo punto tutto si ferma a causa della pandemia. “Io e il team abbiamo pensato: ‘e adesso, che si fa?’ In quel periodo, decidemmo quindi di creare una rete di ambassador…oggi ne abbiamo oltre 100 in Europa”. Sulla scia del modello americano. “Ho sviluppato ancora di più il sistema digital, facendo ricorso a svariate piattaforme tecnologiche, per condividere contenuti e convogliare i clienti agli e-commerce dei negozianti, dando loro uno strumento per non perdere acquirenti durante la pandemia”. Il risultato? “Non solo abbiamo venduto tutto il prodotto, ma abbiamo creato un rapporto azienda-negozio-cliente davvero speciale. Questo oggi è il nostro asset: non solo e-commerce ma e-business ovvero la tecnologia che facilita il rilancio del canale tradizionale su tutti i fronti “rendendo l’esperienza di acquisto veramente unica”.

