Apoorva Mehta, fondatore di Instacart (foto Steve Jennings/Getty Images for TechCrunch
Questo articolo di Margherita Beale è apparso su Forbes.com.
Instacart ha annunciato di avere concluso un round di finanziamento da 265 milioni di dollari che ha portato il valore della app di consegna di alimentari a 39 miliardi.
La nuova valutazione fa aumentare di oltre un miliardo di dollari la fortuna del 34enne fondatore, Apoorva Mehta, il cui patrimonio è stimato da Forbes in 3,5 miliardi. Mehta è diventato miliardario lo scorso anno, quando, in giugno, la società ha raccolto finanziamenti per 225 milioni. Quattro mesi più tardi, ha chiuso un round di serie H che ha più che raddoppiato la valutazione di Instacart, portandola a 17,7 miliardi. All’inizio del 2020, l’azienda era valutata 7,9 miliardi.
Il business di Instacart sta crescendo a ritmi record, perché la domanda per la consegna e il ritiro continua a salire a causa della pandemia. Gli acquisti online di generi alimentari sono infatti triplicati rispetto alla fine del 2019, fino a rappresentare il 10% di un’industria da mille miliardi di dollari. La crescita ha portato con sé anche tumulti interni a Instacart, tra cui una diatriba con i dipendenti su protocolli anti-Covid e compensi per i rischi alla salute, oltre a un caos organizzativo che ha minacciato di schiacciare le operazioni dell’azienda nei primi giorni della pandemia.
“In cinque settimane abbiamo registrato la crescita di cinque anni”, ha dichiarato a Forbes, in gennaio, Apoorva Mehta, ex ingegnere della supply chain di Amazon e incluso da Forbes tra i 30 Under 30 nel 2015. “E la nostra ascesa è proseguita: siamo cresciuti del 300% e più in un anno”.
A guidare il nuovo round di finanziamenti sono stati investitori preesistenti, tra cui Andreessen Horowitz, Sequoia capital, D1 Capital partners, Fidelity management & research company e T. Rowe Price associates. I nuovi fondi saranno spesi in pubblicità e per mettere in contatto clienti e rivenditori, oltre che per aumentare l’organico aziendale del 50% nel 2021.
Instacart lavora con più di 600 rivenditori in 45mila negozi tra Stati Uniti e Canada. Dall’inizio del 2020 ha incrementato il numero di rivenditori e negozi del 25%, ha aggiunto nuovi marchi come Sephora e 7-Eleven e ha intensificato la collaborazione con altri, come Walmart. C’è grande attesa per la sua offerta pubblica iniziale, che, se davvero si realizzerà, potrebbe far salire ulteriormente la valutazione dell’azienda: DoorDash, una società di consegna di piatti di ristorante che si sta allargando ai negozi di alimentari, si è quotata a dicembre a un prezzo iniziale di 102 dollari, salito poi dell’80% durante il primo giorno di contrattazione. Alla chiusura di lunedì, le azioni valevano 169 dollari, cifra corrispondente a una capitalizzazione di 54 miliardi.
“Ho un piano ventennale”, ha dichiarato Mehta a Forbes quando gli è stato chiesto dell’ipo di Instacart. “Gli alimentari sono i prodotti con il più grande mercato al mondo per la vendita al dettaglio, eppure il settore non è ancora digitalizzato. Ci aspetta un futuro esaltante”.
Test Forbes
Hai letto tutto? Mettiti alla prova con il test dell'articolo
Tre domande generate dall'articolo, senza punteggio. Con un account Forbes ogni test diventa punti nel wallet, livelli e badge.