di Enzo Argante
Si definisce “campus mondiale dell’umanesimo”: una vera res publica litterarum all’insegna della locuzione latina “mens sana in corpore sano”. E l’Accademia Vivarium novum è, in effetti, mondiale: giovani dal Nepal, dalla Cina, dall’Australia e dagli Stati Uniti, oltre che dall’Italia e dal resto d’Europa. Lo slogan è “fondare la pace sulla ricerca”. Solo che la ricerca, questa volta, non è tecnologica o epidemiologica, ma su se stessi. Grazie a un viaggio nel passato non solo nella sostanza degli studi classici, ma anche nella forma: i cinquanta studenti – ospiti in una splendida di Frascati anche nell’era Covid – studiano e comunicano tra loro rigorosamente in latino.
La proposta di Vivarium novum
Perché questa scelta? “L’uso attivo del latino e del greco – spiega Luigi Miraglia, direttore e fondatore di Vivarium novum – è stato il metodo d’apprendimento principe per secoli e consente un più rapido e profondo avvicinamento ai classici. Induce a parlare la loro stessa lingua, stimola l’entusiasmo negli studenti. Aiuta inoltre a superare le barriere fra i popoli e a far sentire a tutti una comunanza basata su radici culturali”.
Un’immersione totale nella cultura classica, a cui può accedere un gruppo ristretto di studenti selezionati e accomunati dall’amore per la cultura umanistica. “Ci occupiamo soprattutto di giovani di talento – afferma il direttore – dando loro una solida formazione culturale che alimenti i valori dell’humanitas e della dignità dell’uomo. L’Accademia Vivarium novum è nata per riprendere la grande tradizione delle scuole umanistiche, i loro metodi d’insegnamento e di formazione, la visione del mondo libera e critica che da tale educazione può svilupparsi.



