di Enzo Argante
Un esercito di supereroi volanti che monitora, elabora informazioni e, se necessario, interviene a distanza per la tutelare la sicurezza e l’efficienza delle centrali di energia solare ed eolica. In tutto il mondo, anche nelle zone più pericolose. Non si tratta della trama di un film pieno di effetti speciali, ma di uno dei più avanzati esempi di applicazione dell’intelligenza artificiale ai droni. RoBoost Program è un progetto di Enel Green Power che sfrutta le principali innovazioni nel campo della robotizzazione e le distribuisce su larga scala. Opera su un perimetro di circa 1.250 impianti rinnovabili e conta su 5mila persone dedicate all’esercizio e alla manutenzione.
Il RoBoost Program
Dietro al progetto di Enel Green Power, unico nel suo genere a livello mondiale, c’è il 30enne italiano Fabio Bosatelli. “Utilizzare droni e AI nel campo dell’energia solare, per esempio, ha significato passare da un processo manuale a uno robotizzato”, spiega l’head of global o&m robotization. “In precedenza si usava una termocamera manuale, da trasportare a piedi sugli impianti fotovoltaici. Noi abbiamo introdotto, invece, un sistema che comporta la conduzione di un drone, la cattura delle immagini, l’elaborazione dati tramite intelligenza artificiale e la gestione di tutti gli output tramite un’archittettura internet of things, per impostare un approccio realmente data driven”.
Enel Green Power fa parte del gruppo Enel e si occupa dello sviluppo e dell’esercizio di impianti di energia rinnovabile in tutto il mondo. È presente in tutti i continenti ed è leader mondiale nel settore dell’energia pulita, con una capacità complessiva di circa 49 GW e un mix di generazione che include energia eolica, solare, geotermica e idroelettrica.




