Le prime calze femminili in filato sintetico risalgono agli anni ’30. Nel 1959 negli States sono poi nati gli amati collant, diventati un simbolo di femminilità, di innovazione e conquiste, un’icona di storia del costume e della sua evoluzione. Le dive del cinema li hanno resi uno strumento di seduzione. Per citarne una fra tutte? Chi non ricorda la scena, che probabilmente appartiene all’immaginario collettivo di molte generazioni, in cui la giunonica Sophia Loren in “Ieri, Oggi, Domani”- quasi 60 anni fa – incantava con le sue calze nere l’affascinante Marcello Mastroianni.
Le calze femminili sono uno di quei tanti oggetti di uso quotidiano che diamo per scontato ma che in realtà nascondono significati e valori. La loro storia e diffusione di massa si intreccia a doppio filo con quella della moda e dell’imprenditoria anche italiana. Non tutti sanno che a metà degli anni ’80, l’Italia è stata il primo produttore mondiale di calze da donna. I collant hanno attraversato decenni e tendenze: indimenticabili quelli con ricami e millerighe, in pizzo o multicolor, sono divenuti perfino portatori di messaggi di pace con scritte e disegni evocativi. Ma se oggi più che mai il futuro è donna, anche il futuro della sostenibilità non può che guardare verso questa direzione. In tal senso è estremamente innovativo il progetto italiano che nasce da due realtà simbolo dell’eccellenza made In Italy, orientate all’innovazione sostenibile, che hanno deciso di unire il proprio know-how con l’obiettivo di creare un prodotto performante, elegante ma rispettoso dell’ambiente.
Un’idea vincente e rivoluzionaria pensata per le illuminate menti e gambe delle donne: che siano imprenditrici di ogni età, mamme, figlie, sorelle, influencer, smart workers o no, di certo la sensibilità femminile è estremamente attenta all’impatto ambientale (e non solo in epoca post pandemica). Creare un prodotto tessile di qualità e alla moda e che sia allo stesso tempo green grazie a un limitato impatto sull’ambiente: questa è stata la sfida che ha portato RadiciGroup – realtà italiana nata a Bergamo leader nella produzione di poliammidi, fibre sintetiche e tecnopolimeri destinati ad applicazioni in diversi ambiti, principalmente nel settore tessile/moda – e Oroblù – marchio di calze di alta gamma di proprietà di CSP International, gruppo che opera nel settore della produzione e distribuzione delle calze, di intimo maschile e femminile e costumi da bagno situato nella zona di Mantova – a collaborare per realizzare in Italia il primo collant realizzato con filati ottenuti dal riciclo del PET delle bottiglie.
È in quest’ottica che è nato Oroblù Save the Oceans, il collant nero – 50 denari – realizzato con Repetable, il nuovo filato di poliestere prodotto da RadiciGroup, ottenuto mediante un processo di riciclo post-consumer delle bottiglie di plastica, che consente di abbattere le emissioni di CO2 e ridurre i consumi di acqua ed energia. Repetable è stato scelto da Oroblù, dopo un’attenta fase di studio e valutazione, per le sue caratteristiche uniche e per le prestazioni tecniche elevate, che rispondono pienamente alle esigenze del progetto. Oltre a non consumare nuova materia prima vergine, Repetable, viene anche tinto in massa, consentendo un ulteriore risparmio di acqua ed energia elettrica impiegate nella lavorazione.



