Passione, coraggio e sacrificio. Sono queste le tre parole che meglio rappresentano Daniele Bartocci, il 31enne marchigiano che ha conquistato, grazie al riconoscimento di diversi premi, l’attenzione del mondo del giornalismo sportivo italiano.
In possesso di una laurea magistrale in Economia e commercio e di un master in Sport Marketing & Communication del Sole 24 Ore, Bartocci ha iniziato la sua ascesa nel panorama giornalistico italiano – sognata fin da quando si divertiva a fare il telecronista mentre giocava ai videogiochi – partendo con delle collaborazioni locali nel suo piccolo comune di nascita, Jesi. Seguendo, quindi, gli step obbligati della tanto agognata ‘gavetta’ e abbandonando, contemporaneamente, quel mondo che aveva scelto solo per poter raggiungere una tranquillità economica: quello del settore bancario e della consulenza finanziaria. Una scelta che – a posteriori – ha senz’altro portato i suoi frutti alla sua carriera giornalistica, iniziata ‘ufficialmente’ nel 2011. Tanti e diversi sono, infatti, i premi e i riconoscimenti che Daniele Bartocci ha conquistato negli anni.

Dalla vittoria all’ ‘Overtime Web Festival 2018’ per il miglior articolo inerente a uno sport individuale e al premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara 2019, fino ad arrivare alle due ‘doppiette’, ottenute consecutivamente nelle edizioni del 2019 e del 2020, dei premi ‘Renato Cesarini’ e ‘Myllenium Award’, rispettivamente riconosciuti al miglior giornalista under 30 e ai migliori 31 millennials italiani (ossi i giovani nati tra gli anni ottanta e i primi anni duemila). Avendo l’onore, proprio in occasione della scorsa edizione del Myllenium Award, di ricevere il premio direttamente dall’ex ministro dello Sport e delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora e dal presidente del Coni Giovanni Malagò.
Eclettico, sognatore e con la Versilia nel cuore, Bartocci anche in occasione di uno dei momenti più duri per il nostro Paese, ossia l’inizio della pandemia da Covid-19 e dei diversi lockdown imposti dal governo, non si è mai fermato. Continuando a nutrire la sua passione e la sua innata vena giornalistica che gli ha consentito a dicembre 2020 di conquistare l’ennesimo riconoscimento della sua carriera: il primo premio nella categoria sport del concorso giornalistico nazionale annuale ‘Simona Cigana’ dedicato al Friuli Venezia Giulia con il servizio “Udinese, nuovi format sostenibili per il calcio nostrano: il modello Dacia Arena”.



