di Mark Taylor
Evento unico in Toscana per il XX anniversario del vino Colore di Bibi Graetz. Il giovane vigneron/artista dalla sua nuova cantina nel centro di Fiesole con la barricaia panoramica su Firenze, insieme a James Suckling, il più importante esperto di vini al mondo dalla sua sede di Hong-Kong, hanno dialogato per una straordinaria degustazione verticale che ha ripercorso tutte le annate di questo vino cult. Sei città, anch’esse in collegamento streaming, con i vini precedentemente ricevuti, hanno celebrato Colore assaggiando questa unica verticale: Bordeaux, Zurigo, Londra, Seoul. In ognuna di queste città, presenti giornalisti e importanti collezionisti di vini.
Bibi Graetz, con la moglie Benedicta e quattro figli, da sempre vive circondato di bellezza. Suo padre, israeliano, è uno scultore di rilevanza internazionale, sua madre è norvegese e figlia di artisti. Lui è nato e cresciuto in un castello a Fiesole, quello di Vincigliata, che domina Firenze. “Mi dedicavo a una pittura istintiva, gestuale – ci racconta – uno scavare nella tela per poi riempirla di colori. I miei colori primari”. Anche se proviene da una formazione artistica quando, alla fine del secolo scorso, decide di dedicarsi alla vigna di famiglia di Vincigliata, lo fa mettendoci la faccia. E il sudore. Ma cosa unisce il vino e l’arte, cosa hanno da dirsi? “Il vino non è soltanto agricoltura. È estetica, profumi, sapori, colori. Ci offre la possibilità di esprimere concetti, di adattare la natura ai nostri obiettivi e perfino ai sogni. E dunque è creatività, comunicativa. Il vino è qualcosa che, evolvendosi, può durare negli anni. È civiltà ed è storia. Il vino è arte.”

All’inizio Bibi fa i primi esperimenti e si appoggia ai consigli di un caro amico, grande esperto di vigna e di cantina. Fin da subito, legge la vite e il vino secondo i suoi canoni di artista, la sua vitalità, e un pizzico di incoscienza caratteristico del personaggio fuori dal comune. Era il 2000 quando comincia un percorso fatto di passione. “Al mio amico enologo dissi semplicemente: voglio fare il vino più bello del mondo.” Sì, non il vino più buono, ma il più bello. Perché in fondo Bibi già sapeva che quella era la sua strada. E ce la fece. Il primo anno, alla prima vendemmia, già il suo vino era indicato dalle Guide più prestigiose tra i migliori in Italia. Alla seconda vendemmia, nel 2001, al Vinexpo di Bordeaux fu definito il migliore vino rosso del mondo.



