di Fabiola Fiorentino
Csaba dalla Zorza, celebre soprattutto per il suo ruolo da giudice severo e inflessibile nel programma televisivo Cortesie per gli ospiti insieme a Roberto Valbuzzi e Diego Thomas, è tra le figure più influenti e richieste nel panorama food italiano. Una community online di oltre 700mila persone solo tra Facebook e Instagram, un ventesimo libro di cucina in fase di stesura e un nuovo programma televisivo in onda su Food Network, The Modern Cook. Portando per la prima volta in Italia l’arte del galateo in abbinamento a una cucina contemporanea.
Presente e attiva nel settore dell’editoria – dove tra i clienti più importanti spicca Mondadori – Csaba dalla Zorza entra a capofitto nel mondo del food sia come protagonista e artefice del gusto, con l’iscrizione alla più importante scuola di arte culinaria al mondo, Le Cordon Bleau di Parigi, sia come storyteller e autrice con il suo primo lavoro editoriale. “Ho iniziato a unire davvero cucina ed editoria nell’ottobre 2004, quando è uscito il mio primo libro La mia cucina in città”. Tra l’altro, se dovessi scegliere uno dei momenti di maggior orgoglio e gioia, è quando arriva la copia staffetta di un mio libro, perché sento che tutta quella fatica è stata ricompensata”, racconta.
Da quel momento Csaba non si è mai fermata. E ha iniziato a scrivere un nuovo capitolo della sua vita. “Cucinare mi è sempre piaciuto, sin da ragazza. Mi rilassa, ma è al tempo stesso uno stimolo creativo. Quando non posso farlo per un po’ di tempo, mi manca. La mia è una cucina contemporanea che parte dalla riscoperta della tradizione. Mi piace usare prodotti di stagione, puntare a ricette facili, ma anche veloci, con un buon apporto nutrizionale, fatte “in casa da zero”. Il mio comfort food preferito è un ingrediente: la verdura fresca. Non posso vivere senza. Se penso a una ricetta, allora scelgo la pasta all’uovo. Per me è un modo per stare bene, sia farla che mangiarla. Le influenze mi arrivano da molti lati: i viaggi, ciò che mangio fuori al ristorante, i libri di cucina che leggo, le riviste, i racconti delle persone che incontro. Credo che la cucina debba essere sempre viva e in continua evoluzione”.



