Un primo passo a favore del cambio generazionale, che in Prada suona un po’ come una smentita dei recenti rumors che volevano la holding al centro di un’operazione di M&A. E il motivo è stato la firma di un patto di famiglia tra la stilista Miuccia Prada (10° persona più ricca d’Italia con un patrimonio di 4,6 miliardi di dollari), il marito Patrizio Bertelli (stesso patrimonio della moglie) e i figli, a testimonianza del fatto che il business del gruppo rimarrà appunto a conduzione familiare. A riportare la notizia è stato l’inserto Affari&Finanza de La Repubblica.
Secondo il diritto italiano il patto di famiglia è un contratto in base al quale, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce in tutto o in parte l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce in tutto o in parte le proprie quote a uno o più discendenti.
Nel caso della maison milanese, Miuccia Prada ha trasferito ai figli Lorenzo e Giulio Bertelli la nuda proprietà di Ludo, controllata cui fa capo la maggioranza di Prada Holding, che a sua volta detiene l’80% del gruppo. Ma facciamo un passo indietro perché nel 2019 Prada si è comprata per 66 milioni Fratelli Prada e Bellatrix spa, società controllata al 53,8% dalla Ludo srl della stessa stilista e per la restante parte di Alberto e Marina Prada Bianchi, rispettivamente fratello e sorella di Miuccia. Un’operazione strategica questa, se pensiamo che a oggi Bellatrix ha in cassaforte il 65% di Prada Holding mentre il restante 35% fa capo a Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada che controlla i marchi Miu Miu, Church’s, Car Shoe e la pasticceria Marchesi.
In base al nuovo assetto, quindi, la nuda proprietà del 50,5% di Ludo andrà a Lorenzo Bertelli per un valore di 168,3 milioni, mentre il 49,5% per un valore di 165 milioni al fratello minore Giulio. A Miuccia, infine, l’usufrutto sul 100% delle quote.



