Ridurre il gender gap e promuovere contestualmente la diversità, l’inclusività aziendale e pari opportunità. È questo, ormai da diversi anni, il duplice obiettivo inseguito e attivato da Intesa Sanpaolo (selezionata da Forbes tra le 100 eccellenze in ambito Corporate social responsibility). Soddisfatto, fino ad adesso, con risultati premianti che permettono all’intero istituto diretto da Carlo Messina di avere oggi un numero maggiore di donne (54%) rispetto agli uomini, di contare una percentuale del 27% di donne dirigenti (contro una media italiana del 17,6%) e del 40% sia in termini di manager che di direttrici di filiali. Unica banca italiana nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, l’indice internazionale che seleziona le 100 aziende al mondo quotate in Borsa più inclusive e attente alle diversità, ha ricevuto un punteggio molto elevato nel Bloomberg Gender Equality Index 2021, 82 su 100, che supera di gran lunga sia la media del settore finanziario globale (che si attesta a 68 su 100), sia quella delle società italiane (67 su 100).
I medesimi risultati di eccellenza sono stati raggiunti dalla Divisione Insurance del Gruppo, guidata da Nicola Fioravanti. “Nella nostra divisione il 54% del totale della popolazione aziendale è donna, così come il 43% dei manager a tutti i livelli gerarchici, il 35% dei dirigenti e il 33% di chi ricopre posizioni di prima linea. Essendo una realtà in crescita, abbiamo naturalmente attratto numerosi giovani e le migliori professionalità presenti sul mercato, tanto che circa un terzo della popolazione aziendale è millennial e, di questi, il 55% sono donne”.
Soffermandosi sulle posizioni di rilievo, quindi a diretto riporto del responsabile della Divisione Insurance, ritroviamo per esempio (da sinistra a destra nella foto): Maria Luisa Gota, ad e dg di Fideuram Vita; Daria Cigliana, responsabile funzione attuariale; Rita Esposito, responsabile funzione audit; Federica Vicenzotto, chief compliance officer; Roberta Accettura, responsabile Personale e change management.
“Credo che le donne, nonostante i passi in avanti degli ultimi anni, abbiano ancora molto spazio per affermare il proprio talento e merito e debbano crederci. L’invito alle donne manager è di essere portatrici di forti valori di inclusione e di imparare a fare più squadra”, dichiara Accettura a Forbes. Dello stesso avviso anche la Esposito, che evidenzia l’importanza del lavoro di squadra. “L’esperienza maturata mi ha insegnato l’importanza del lavoro di squadra per competere in un mondo sempre più complesso e mutevole e che, quanto più la squadra è diversificata in termini di esperienze e contributi, tanto più è resiliente nei momenti di difficoltà e soprattutto capace di creare valore ed innovazione”. Competenze, è, invece, la parola chiave per Gota. “Un percorso professionale di grande soddisfazione, costruito grazie alle competenze giuste al momento giusto”. Senza dimenticare, in ultima battuta, determinazione e diversità, come svelano Cigliana e Vicenzotto . “Sono determinata a portare avanti quella che per me è una condizione necessaria, l’equilibrio lavoro – passione”, dichiara Cigliana. “In questo contesto estremamente regolato, il ruolo del Chief Compliance Officer diventa chiave se inquadrato in un percorso di diversità e inclusione con il business. Diversità, perché c’è un differente punto di vista ma una stessa finalità, ovvero il rispetto per il cliente; inclusione, che significa aprire una dimensione di reciproco ascolto attivo”, conclude Federica Vicenzotto”.



