Arriva dalla Cina ma è ormai conosciuta in tutto il mondo Shein, piattaforma cinese per lo shopping low cost creata dall’imprenditore cinese Chris Xu, le cui attività coprono oggi più di 220 Paesi. Ma se negli ultimi giorni si è tornato a parlare di questo colosso del fast fashion è perché, complici i suoi prezzi molto democratici e un’offerta prodotto indirizzata a un target ben preciso, è diventata l’app di shopping più scaricata su Android e iOS negli Stati Uniti (al primo posto nelle categorie shopping dell’Apple Store di 56 Paesi). Persino più di Amazon.
Con un pubblico giovanissimo, questo TikTok dell’e-commerce, come è stato definito dal sito NoBoring, punta su un modello di business diverso rispetto ad altri nomi del fast fashion: innanzitutto non produce attraverso le commissioni a produttori terzi, azzerando quindi eventuali ritardi, e inoltre perché, gestendo tutto in-house, è in grado di rispettare un ciclo produttivo tra i 3 e i 6 giorni. Shein nasce poi come realtà digitale, niente spese esterne, e adotta da sempre una politica di controllo aggressiva dei comportamenti dei consumatori attraverso lo sfruttamento dei big data.
Dal 2008, anno della sua fondazione, ogni anno Shein ha visto un aumento del fatturato del 100%, toccando nel 2020 la cifra di 10 miliardi di dollari contro i 4,5 del 2019. I suoi ricavi non sono stati resi noti e al momento sono tra i suoi sostenitori diversi venture capital asiatici e internazionali, oltre ad alcuni private equity.
Nel 2019 ha poi raccolto 500 milioni di dollari da Sequoia China e Tiger Global e un anno dopo, nell’agosto 2020, ha raccolto un importo non divulgato da un investitore top secret con una valutazione di 15 miliardi di dollari. Una strategia di successo che, stando a quanto spiega il Bof che a sua volta cita i rumors ripresi dai media cinesi, potrebbe culminare nella decisione di quotarsi in Borsa sulla spinta di un round di finanziamento che ha portato la valutazione della società a oltre 300 miliardi di yuan (circa 38 miliardi di euro).




