Secondo quanto riferito da una fonte, la Universal Music, la più grande casa discografica al mondo, potrebbe sbarcare in Borsa grazie a un accordo con una società spac dell’investitore miliardario Bill Ackman, la Pershing Square Tontine Holdings. L’accordo, che è ancora in fase di negoziazione e potrebbe non realizzarsi, valuterebbe Universal Music oltre 40 miliardi di dollari.
Universal Music Group è proprietaria di diverse e famose etichette, tra cui: Capitol Music Group, Def Jam Recordings, Island e i suoi marchi, tra gli altri. Gli artisti nel suo enorme catalogo includono i Beatles, Justin Bieber, Lady Gaga e Taylor Swift. Nel primo trimestre del 2021, la società ha generato 1,8 miliardi di euro di entrate, un aumento del 9,4%, e un utile, ante imposte, di 322 milioni di euro, in aumento del 35,8%. Pershing Square ha rifiutato di commentare. Anche un’e-mail inviata a Universal Music non ha ricevuto risposta. Precedentemente, anche il Wall Street Journal ha parlato di questo potenziale accordo.
Controllata da Vivendi, il gruppo francese attivo nel settore dei media e delle comunicazioni, e da una quota di minoranza divisa tra diversi investitori, tra cui il colosso cinese Tencent, Universal Music già quest’anno ha provato ad avviare il processo di quotazione, avvisando tra l’altro gli azionisti della sua possibile Ipo. Tuttavia avrebbe preferito di sbarcare in Borsa tramite una Spac e non attraverso una Ipo. Attualmente, le Spac spendono circa 150 milioni di dollari in contanti per quotare le società. E in questa direzione, la Spac di Ackman è la più grande sul mercato.
Nel luglio 2020, la Pershing Square Tontine Holdings ha raccolto oltre 4 miliardi di dollari nell’ipo di luglio. Una cifra record per il mercato delle Spac. Con un valore aziendale di oltre 40 miliardi di dollari, il suo potenziale accordo con Universal Music darebbe vita alla più grande transazione Spac mai realizzata. Dall’estate del 2020, Bill Ackman è alla ricerca di una grande azienda per fonderla con la sua Spac e portarla in Borsa. Lo scorso autunno, Ackman non ha analizzato in maniera approfondita i dati finanziari delle società in cui voleva investire, e secondo alcune indiscrezioni era interessato alla fintech Stripe, ma non è riuscito a trovare l’accordo.



