Una recente modifica normativa ha reso possibile la cartolarizzazione dei proventi derivanti da beni mobili registrati e beni immobili. Brumbrum, il primo e-commerce italiano di auto usate, a km zero e di noleggio a lungo termine, è la prima startup in Italia e tra le prime in Europa ad usufruirne, attraverso un round di finanziamento appena terminato in cui ha raccolto un totale di 65 milioni di euro. Un’operazione finanziaria unica nel suo genere, che ha come focus principale il lancio del marchio nel mondo del noleggio a lungo termine per privati.
Il round di finanziamento, strutturato cartolarizzando la flotta di vetture, è stato condotto da fondi di investimento gestiti da OakTree Capital Management (FC Inter, Conbipel, etc.) e da P&G SGR, assistiti da Phinance Partners come financial advisor e dallo studio legale Hogan Lovells come legal advisor. Anche Banca Finint, Agenzia Italia e la stessa Brumbrum hanno partecipato all’operazione, che è stata strutturata da Alantra Credit Portfolio Advisory e dallo studio legale Orrick, Herrington & Sutcliffe. Tutti lieti di aver assistito e contribuito alla realizzazione di un’operazione così innovativa e pionieristica in Italia.
I 65 milioni di euro di nuova finanza serviranno a puntare forte proprio sullo sviluppo del noleggio a lungo termine, cavalcando un trend sempre più diffuso: quello dell’utilizzo di automobili svincolato dal possesso del mezzo.

“Siamo particolarmente soddisfatti di avere completato un’operazione ambiziosa in un contesto di mercato così complesso”, ha dichiarato Francesco Banfi, fondatore e ceo di Brumbrum, impresa nata nel 2017. “Brumbrum può proseguire lo sviluppo commerciale della propria offerta affiancando al prodotto usato anche un prodotto di noleggio a lungo termine per privati, affermandosi come il principale canale online italiano nel settore auto”. Una nuova offerta commerciale ideata in risposta alle esigenze di questo periodo: la recente pandemia ha cambiato radicalmente la mobilità delle persone, i mezzi privati sono percepiti come più sicuri rispetto a quelli pubblici e i divieti di spostamento hanno costretto molte persone a lasciare ferma per molto tempo l’auto di proprietà, pur continuando a sopportarne i costi.



