Continua la scalata di Cubbit, il primo provider europeo di cloud storage distribuito fondato nel 2016 dall’intuizione di quattro giovani ragazzi italiani, tre dei quali sono stati inseriti nella lista Forbes Under 30 del 2020, il cto Marco Moschettini, Stefano Onofri e Alessandro Cillario, entrambi co-ceo, e Lorenzo Posani, phd. Con l’ambizione di diventare il più importante fornitore di servizi cloud distribuiti al mondo, garantendo il più alto livello di privacy by design, e senza fare uso di costosi e inquinanti data center, Cubbit ha appena chiuso un round di 7 milioni di euro di finanziamenti, di cui 3,5 milioni di euro in aumento di capitale (2,4 milioni in strumenti finanziari partecipativi e 1,1 milioni in debito).
Al Round A (aumento di capitale e SFP), hanno partecipato il Fondo Digitech – Azimut Libera Impresa (Gruppo Azimut), CDP Venture Capital Sgr attraverso il Fondo Evoluzione, GELLIFY, i soci di IAG (Italian Angel for Growth, nel cui veicolo entrano anche le holding Moffu, Ulixes Capital e 10x Club di Federico Pistono), il Family Office di Massimo Prelz Oltramonti. Reinvestono nella società Primo Ventures e Techstars – uno tra gli investitori mondiali più attivi con 9 unicorni in portafoglio. Il capitale di debito sarà erogato da Smart&Start di Invitalia. Senza dimenticare, inoltre, che oltre ai fondatori dell’azienda, entrano nel cda Gianluca Dettori, Presidente di Primo Ventures, Fabio Nalucci, ceo di Gellify, e Mario Scuderi, managing Partner di Cdp Venture Capital.
Come reso noto dalla startup, le risorse finanziarie consentiranno, inoltre, di lanciare nei prossimi mesi Next Generation Cloud Italian Pioneers (https://ngc.cubbit.io), la prima soluzione cloud distribuita dedicata ad aziende, consorzi e amministrazioni pubbliche italiane. Agli attuali servizi di cloud storage “Sync&Share”, Cubbit andrà ad affiancare anche soluzioni di backup e object storage. “Quella che abbiamo sviluppato in questi anni è una vera e propria deep technology company italiana”, commenta Stefano Onofri co-ceo e co-founder di Cubbit, che aggiunge: “Poche aziende al mondo stanno intercettando i trend del cloud distribuito, e noi siamo la prima in Europa. L’ingresso di partner finanziari qualificati ed autorevoli dimostra che è possibile sviluppare queste soluzioni anche nel nostro Paese: stiamo, infatti, riscontrando grande interesse da parte delle più innovative aziende italiane per adottare la nostra soluzione”. Soddisfatto anche Alessandro Cillario, co-ceo e co-founder di Cubbit: “La diffusione delle Cubbit Cells darà impulso all’espansione domestica e internazionale delle soluzioni b2b ed enterprise di storage distribuito. Inoltre, Cubbit continuerà l’attività di R&D dedicata sia allo sviluppo di nuovi prodotti sia di nuove soluzioni SaaS altamente performanti. Questa raccolta di capitali consentirà di collocarci fra i player che stanno costruendo a livello internazionale il web 3.0”.
La crescita di Cubbit
Partner del progetto europeo Gaia-X, Cubbit opera in un mercato mondiale, quello del cloud, che cresce del 22,3% all’anno ed è stimato in 137 miliardi di dollari nel 2025. Senza dimenticare che è una tecnologia in costante crescita, ma con limitazioni legate alla sua infrastruttura centralizzata e basata solamente su data center: molti dei suoi servizi sono poco rispettosi della privacy, suscettibili di attacchi informatici e perdita dei dati, e particolarmente costosi. In più, i data center sono responsabili di una enorme quantità di emissioni di CO2 (valutate al 3,7% di quelle globalmente prodotte1, mentre si stima che l’ecosistema ICT sia responsabile, ad oggi, del 10% della domanda totale di energia a livello mondiale – equivalente alla produzione di energia combinata di Germania e Giappone).



