Le purghe di Xi Jingping contro i ricchi continuano. A grande velocità. Il presidente ha infitto una punizione esemplare a Didi, la app modello Uber che si è presentata a Wall Street prima di ricevere il nulla osta sulla sicurezza informatica delle autorità di Pechino. Il titolo, ammesso nella Borsa statunitense con un valore di 77 miliardi di dollari, ne ha persi ben 22 dopo la sospensione della sua app. Didi non potrà sottoscrivere nuovi contratti, così come altre società digitali che, al pari del tycoon Jack Ma, hanno trascurato le indicazioni del Partito. E il pugno di ferro del presidente fa tremare anche l’Inter.
I tifosi sono in apprensione per le sorti del club controllato da Suning, il colosso cinese della distribuzione di elettrodomestici (16mila punti vendita) che fa capo alla famiglia Zhang, proprietaria della quota di controllo della squadra nerazzurra. La medicina di Xi si è infatti abbattuta anche sul gruppo della provincia di Jiangsu. Le autorità hanno prima vietato a Zhang Jindong (il cui patrimonio è di 7 miliardi di dollari) di procedere a un aumento di capitale garantito dal colosso immobiliare Evergrande (125 miliardi di dollari di debiti), che, a sua volta, sarebbe stato finanziato da Zhang, secondo uno schema alla Sindona. Poi, allo scopo di salvare l’occupazione (Suning è l’impresa più importante della regione), Pechino ha imposto un’operazione di salvataggio che ha il sapore della tortura cinese.
Che cosa succede all’Inter
È stato varato così un aumento di capitale per 1,4 miliardi di dollari, che sarà sottoscritto da Alibaba, il colosso di Jack Ma (in cima alla lista dei ricchi che si devono pentire), ma anche da Xiaomi e dal gruppo Haier, uno dei giganti degli elettrodomestici. I soci privati riceveranno il 17% circa di Suning, ma la maggioranza del veicolo che eseguirà l’operazione finirà nelle mani delle autorità della provincia di Jiangsu. Che, già oggi, potrebbero essere i padroni dei destini di Barella e Lukaku.
Oggi, infatti, l’assemblea dell’Inter dovrà ratificare i rapporti parasociali tra l’attuale proprietà, Suning.com e il fondo americano Oaktree, che ha concesso alla Grand Tower, la holding lussemburghese in cima alla piramide degli interessi calcistici di Zhang, un prestito da 275 milioni (a tassi di interesse molto elevati). La somma serve a soddisfare le esigenze di cassa della società nerazzurra, che ha ulteriori 375 milioni di debiti sotto forma di bond in scadenza nel 2022. In tutto, più di 600 milioni che vanno ad aggiungersi al debito di 6,6 miliardi di dollari (o, pare, molti di più) che gravano sulle spalle della casa madre cinese.



