Suona la campana di Wall Street per l’italiana Stevanato. E sale anche il patrimonio della famiglia fondatrice: la fortuna del presidente onorario, Sergio Stevanato, è arrivata a rasentare i 3 miliardi di dollari. Un passaggio atteso e accolto con 672 milioni di dollari ottenuti in sede di Ipo. La valutazione dell’azienda veneta del packaging farmaceutico arriva così a 6,3 miliardi.
L’Ipo – per dimensioni, la terza per un’azienda italiana, dietro quelle di Enel e Ferrari – è solo l’ultimo passaggio di un anno e mezzo molto importante per la crescita dell’azienda con sede nel Padovano, a Piombino Dese. Il fatturato 2020 è stato di 662 milioni di euro, contro i 570 dell’anno precedente.
Boom di ricavi e quotazione
L’azienda è tra i leader mondiali del packaging di medicinali. Al momento è il più grande produttore al mondo di cartucce per le penne d’insulina e il secondo di fiale di vetro. Tanto che, nel giugno 2020, Stevanato ha vinto un contratto per la fornitura di 100 milioni di fiale destinate a contenere i vaccini per il Covid-19, per un massimo di 2 miliardi di dosi. Il gruppo fornisce le fiale per circa il 15% dei vaccini tracciati dalla Organizzazione mondiale della sanità.
Il boom di ricavi del 2020 ha fatto da apripista alla quotazione sul mercato borsistico più grande del mondo. L’azienda ha messo a disposizione 32 milioni delle proprie azioni, al prezzo di 21 dollari ciascuna: meno rispetto al piano originario, che prevedeva di metterne sul mercato 40 milioni a un prezzo tra 21 e 24 dollari. Anche se, come si legge sulla nota ufficiale, Stevanato Group e Stevanato Holding Srl, suo azionista di riferimento, prevedono di concedere ai sottoscrittori un’opzione di 30 giorni per l’acquisto di ulteriori 6 milioni di azioni ordinarie della società, che sarà negoziata con il simbolo “Stvn”.



