Nell’aprile 2017, l’allora portavoce di Donald Trump, Sean Spicer, durante una conferenza nella sala riunioni della Casa Bianca, annunciò che il presidente avrebbe donato il suo stipendio del primo trimestre al National Park Service. Con serietà e fierezza, Spicer tirò fuori un grande assegno con una firma gigantesca. Fu il primo dei tanti assegni che Trump ha firmato mentre era in carica, che gli hanno permesso di trasformare il suo stipendio da 400mila dollari in buona pubblicità.
Ma quelli erano solo per spiccioli per Donald Trump. Le sue maggiori entrate, infatti, provenivano da quel giro d’affari che si rifiutava di cedere, non dal suo stipendio governativo. Lo dimostra un’analisi di diversi documenti, alcuni diventati pubblici solo nelle ultime settimane, dalla quale è emerso quanto si sia arricchito l’ex presidente mentre era in carica. Si tratta di circa 2,4 miliardi di dollari di entrate da gennaio 2017 a dicembre 2020, secondo tutti i documenti esaminati: dai registri di proprietà, fino ai documenti di debito e ai depositi di titoli. Tra l’altro, se non fosse scoppiata la pandemia, i guadagni sarebbero stati maggiori.
Nel dettaglio, durante i primi tre anni della sua presidenza, gli affari finanziari di Donald Trump sono cresciuti annualmente di 650 milioni di dollari. Ma nel 2020 i ricavi sono precipitati a circa 450 milioni. Ossia, da quanto il Covid-19 ha contagiato anche il suo business. “Sta danneggiando me, Hilton, e tutte le grandi catene alberghiere del mondo”, ha detto Trump in una conferenza stampa di marzo 2020 alla Casa Bianca. “Sta danneggiando tutti. Sono davvero poche le aziende che stanno riscontrando risultati positivi”.
Donald Trump deve ringraziare soprattutto i club e i suoi circoli di golf. Sono loro ad aver arricchito le sue tasche, con 940 milioni di dollari di entrate generate in quattro anni. Di questi, 270 milioni di dollari provengono dal Trump National Doral, il golf resort di Miami, e 90 milioni di dollari dal Mar-a-Lago, il club di Trump a Palm Beach. Inoltre, un golf club del New Jersey, dove è stato per diverso tempo quest’estate, ha incassato circa 60 milioni di dollari. Attenzione, però: è importante specificare che tutti questi guadagni non sono finiti direttamente nelle tasche di Trump. I golf club e i resort sono costosi da gestire, con margini di profitto operativo che si aggirano intorno al 20% in periodi favorevoli. Durante la pandemia, anche se hanno riscontrati numeri molti positivi, i resort di golf dell’ex presidente hanno dovuto fare i conti con lunghe chiusure, che hanno causato un calo dei ricavi complessivi del golf e dei club del 27%. Nel 2020, la cifra complessiva è stata di circa 190 milioni di dollari.



