Trending

Tokyo 2020 a porte chiuse: ecco quanto costerà l’assenza di pubblico alle Olimpiadi

Tokyo 2020 a porte chiuse: quanto perderanno al botteghino le prime Olimpiadi senza pubblico tra marketing, sponsor ed emittenti televisive

23 luglio 2021
Tokyo 2020 porte chiuse
Trending | Edoardo Prallini — (foto Tom Pennington/Getty Images)
F

Tokyo si è arresa: i Giochi Olimpici si terranno senza spettatori. E a subire le ricadute dell’assenza di pubblico, unicum nella storia delle Olimpiadi moderne, non sarà soltanto l’atmosfera e il calore degli stadi. Anche le tasche dell’intero sistema di sedi, emittenti e sponsor iniziano a piangere.

Secondo quanto riportato da Forbes, le principali vittime delle porte chiuse saranno gli impianti in cui si terranno i Giochi, divisi tra Tokyo e le vicine prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama. Le sedi, per via delle mancate entrate dai botteghini, perderanno intorno ai 90 miliardi di yen (corrispondenti a 694 milioni di euro e a 819 milioni di dollari). Cifra che si andrà a sommare al danno economico dovuto ai mancati ingressi del marketing: niente pubblico negli store, molta merce targata Tokyo 2020 invenduta e una diffusa ritrosia da parte degli sponsor ad investire nella XXXII edizione dei Giochi.

I giapponesi contro Tokyo 2020

Anche perché in Giappone, ormai, tra i contagi nel villaggio olimpico e la preoccupante diffusione della variante Delta, l’opinione pubblica sembra essere tutta dalla stessa parte: questa Olimpiade “non s’ha da fare”. Dopo la proclamazione del quarto lockdown nella capitale e la petizione di maggio per annullare i Giochi, che ha superato le 350mila firme, il sostegno alle Olimpiadi è diventato un tema polarizzante.

Secondo il Wall Street Journal, una cinquantina di aziende giapponesi partner – qui la lista completa -, che collettivamente hanno investito più di 3 miliardi di dollari, vedono oggi il loro investimento a forte rischio. In pericolo sono, in particolare, 15 aziende giapponesi, tra cui Asahi Breweries, Fujitsu e Canon, che hanno pagato circa 135 milioni di dollari a testa per diventare Tokyo 2020 Gold Partners.

Toyota prende le distanze

Ad aver già preso le distanze, invece, c’è Toyota, che il 19 luglio, a cinque giorni dall’inizio, ha comunicato che non trasmetterà i propri video promozionali durante i Giochi. Come riportato dalla Nbc, anche il presidente della casa automobilistica e tutti gli alti dirigenti si sono fatti da parte, comunicando la loro decisione di non partecipare alla cerimonia di apertura. Un messaggio forte e chiaro da parte di Toyota, sponsor olimpico dal 2015 in virtù di un accordo di 8 anni dal valore di 849 milioni di euro.

Stadi vuoti, niente incassi al botteghino e sponsor in ritirata. Alla triste prospettiva economica di Tokyo 2020, secondo quanto riportato da Forbes, si aggiungeranno probabilmente anche le emittenti televisive. L’anno scorso, negli Stati Uniti, le finali Nba e Nhl si sono giocate in arene vuote e hanno ottenuto gli ascolti più bassi degli ultimi decenni. Sarà così anche per le XXXII Olimpiadi?

Test Forbes

Hai letto tutto? Mettiti alla prova con il test dell'articolo

Tre domande generate dall'articolo, senza punteggio. Con un account Forbes ogni test diventa punti nel wallet, livelli e badge.

SUITEAI

Su Google scegli Forbes tra le fonti preferite: le notizie di Forbes Italia in evidenza nei risultati.

Aggiungi Forbes
Più letti