di Riccardo Bastianello
Il calendario di inaugurazioni e cerimonie di consegna di una delle punte di diamante della cantieristica mondiale, Fincantieri, mostra in tutta evidenza che la crocieristica sta puntando in alto dopo la prolungata pausa legata al Covid-19. A fine luglio è stata la volta della Msc Seashore, ammiraglia della società di armamento italo-svizzera e la più grande nave da crociera mai costruita in Italia (340 metri di lunghezza, oltre 170mila tonnellate di stazza lorda e 5.877 ospiti, oltre a 1.648 membri dell’equipaggio). A inizio agosto, invece, è toccato alla Rotterdam, con le sue 99mila tonnellate di stazza, 300 metri di lunghezza e una capacità di ospitare fino a 2.668 ospiti in 1.340 camere.
Mentre compagnie e operatori viaggiano, nella migliore delle ipotesi, con solo la metà della flotta, prevedendo di mettere in acqua il totale delle navi per la primavera/estate 2022, c’è chi sembra essere riuscito a rendere interessante anche un periodo dominato da ombre e incertezze. “Abbiamo avuto a bordo tantissimi giovani tra gennaio e giugno che hanno scelto la nave, e la “bolla” fornita dai protocolli di sicurezza, per lo smart working”, ha spiegato Leonardo Massa, managing director di Msc Crociere che ha operative 8 navi sulle 19 totali e conta, a oggi, una media di 10mila turisti italiani a settimana. “Il Covid-19 ha portato anche nuove opportunità e business impensabili e imprevedibili. Trend che si sono ormai affermati nella vita lavorativa, con aziende italiane e internazionali che pensano alla crociera come ottima location per uno smart working di qualità per i propri dipendenti”.
Smart working in crociera
L’identikit dello smart-worker è giovane, tra i 25 e i 55 anni, dipendente di aziende agili, spesso attive nei settori più tecnologici. Ma trend promettenti sono anche le “vacanze dad”, durante le quali seguire le lezioni, o le vacanze-studio per imparare una lingua: viaggi che, in tempi di Covid, vengono “riposizionati” dentro più sicuri contesti crocieristici.



