Dopo mesi di rialzi, dovuti soprattutto agli effetti tecnologici e digitali indotti dalla pandemia, oggi Zoom sta vivendo una giornata totalmente da dimenticare a Wall Street. Il titolo sta cedendo oltre 15 punti percentuali. Con il prezzo delle azioni che è calato da 347,5 dollari per azione a 294,29 dollari per azione e con la capitalizzazione di mercato della società che è scesa di circa 15 miliardi di euro, fino a 86 miliardi di dollari.
Al mercato e, in particolare agli azionisti, non sono affatto piaciuti i dati economici e previsionali del secondo trimestre, rilasciati nella giornata di ieri dalla società di servizi di teleconferenza fondata dal miliardario Eric Yuan. Al quale non è bastato sottolineare che Zoom per la prima volta nella storia è riuscita a garantire in un trimestre un fatturato di miliardo di dollari (in crescita del 54% rispetto allo scorso anno) e che oggi può essere considerato un marchio globale che conta oltre mezzo di milione di clienti.
La vendita delle azioni Zoom è scattata a causa dei tagli alla guidance per i prossimi mesi. La società, infatti, ha reso noto di aspettarsi per il terzo trimestre che le entrate dovrebbero essere comprese tra gli 1,015 miliardi e gli 1,020 miliardi di dollari, con utile adjusted compreso tra 1,07-1,08 dollari (contro la previsione precedente di 1,10 dollari); mentre per l’anno completo che dovrebbero essere tra i 4,005 miliardi di dollari e i 4,015 miliardi di dollari, con un utile adjusted compreso tra 4,75 e 4.79 dollari. Si tratterebbe, quindi, di un rallentamento della crescita che a Wall Street non è affatto andata giù. Nonostante il fatto che si tratterebbe di un +31% nel terzo trimestre e un +51% per l’anno complessivo.
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