Anche nella galassia di società che fanno capo ad Alphabet, come in altri giganti della tecnologia, cresce l’impegno per il clima. In Australia, nella cittadina di Logan, si festeggiano in questi giorni i due anni di consegne effettuate con i droni di Wing, che hanno permesso di limitare il traffico su ruote. E l’evento Google cloud next ’21 contiene un paio di iniziative originali che riguardano gli utenti di Google cloud e l’apertura di Google earth engine alle aziende. L’accesso, finora, era stato riservato a ricercatori autorizzati.
Il nuovo servizio di Google Cloud, come quello messo in campo dalla Microsoft per Azure, comunica ai clienti le emissioni di carbonio generate dal loro utilizzo del servizio. In sostanza, questa nuova applicazione permette alle aziende clienti di avere sott’occhio le emissioni associate all’elettricità utilizzata per archiviare, elaborare e gestire i dati. E in caso si stiano verificando sprechi di energia, Google si impegna ad avvisare prontamente i clienti.
L’occhio di Google earth
Tutti conoscono l’applicazione che permette di esplorare l’intero pianeta da casa. Ma Google earth ha un livello meno popolare e più sofisticato: Google earth engine, che adesso viene reso disponibile come parte di Google cloud platform.
In combinazione con altri prodotti con funzionalità geospaziali, come ad esempio BigQuery, Cloud AI e Google maps, sottolinea il comunicato ufficiale di Alphabet, Google earth engine permette di “tracciare, monitorare e prevedere i cambiamenti della superficie terrestre dovuti a eventi meteo estremi o ad attività causate dall’uomo. Consente alle aziende di risparmiare sui costi operativi, di mitigare o gestire al meglio i rischi e, in questo modo, diventare più resistenti alle minacce dei cambiamenti climatici”.



