Articolo tratto dal numero di novembre 2021 di Forbes Italia. Abbonati!
Romano ma trapiantato a Milano da più di dieci anni, dove ha fatto ricredere le nuove generazioni sull’importanza della musica classica. La composizione ha sempre fatto parte della sua vita, ma il sogno di diventare direttore d’orchestra per Enrico Saverio Pagano è arrivato non prima della fine delle scuole medie. Prima di allora era sempre stato affascinato dal diventare medico. “Guardavo E.R. e Dr. House, immaginavo di lavorare un giorno in un pronto soccorso”, ricorda. Poi ha iniziato a studiare in conservatorio, e la musica ha smesso di rappresentare qualcosa di solo teorico. “Sono diplomato in violoncello, ma ho sempre sentito di non riuscire a esprimermi al massimo attraverso lo strumento. Lo studio della composizione e dell’analisi musicale, invece, mi ha da subito appassionato e mi ha fatto capire che quello era il mio mondo”, spiega.
E così, a soli 19 anni, è diventato direttore d’orchestra. Particolarmente interessato al repertorio di fine ‘700 e inizio ‘800, sette anni fa ha fondato l’Orchestra da Camera Canova, che raduna alcuni dei migliori giovani professionisti italiani con una età media di 25 anni e che ha all’attivo più di settanta concerti in tutta Italia e all’estero. “Volevo sperimentare cosa significasse effettivamente dirigere (quel learn by doing che nei nostri sistemi di formazione è spesso poco incoraggiato). I primi anni dell’Orchestra sono stati proprio questo: un laboratorio in cui io e gli orchestrali abbiamo scoperto e imparato cosa significasse questa professione”. Dopo i primi anni il gruppo è cambiato, ed Enrico si è esibito presso istituzioni quali l’Arena di Verona, il Teatro Comunale di Ferrara e il Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, collaborando con artisti come Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Simone Zanchini, Manuela Custer e Ginevra Costantini Negri.
Alcuni obiettivi sono però rimasti uguali fin dall’inizio: favorire l’immissione nel mondo del lavoro di giovani musicisti professionisti, valorizzare il talento e, soprattutto, “mostrare che l’Italia non è sempre un Paese per vecchi”. Nella Canova Pagano è direttore artistico e musicale e si occupa, in altre parole, della direzione dei concerti. Ma anche della direzione artistica e quindi dell’ideazione dei progetti culturali relazionandosi con sponsor, teatri e istituzioni per la promozione del gruppo. Per l’artista, però, dire che i giovani seguono meno la musica classica è ormai un falso mito. “Ne sono una dimostrazione le file per acquistare i biglietti delle anteprime Under 30 della Scala. Certo, per apprezzare la musica classica c’è bisogno di tempo e concentrazione; noi musicisti abbiamo la grossa responsabilità di far capire ai giovani che vale la pena investire il proprio tempo per andare a un concerto o all’opera”.



