Quando, in una ghiacciata mattina canadese del 2015, Alan Gertner lasciò Google per fondare a Toronto la catena Tokyo Smoke e vendere marijuana a uso medicale, non pensava di entrare in punta di piedi in un mercato da 4 miliardi di dollari che lieviteranno a 6,7 nel 2026, secondo le stime della società di ricerche BDS Analytics. Il Canada ha approvato per primo – tra i Paesi del G7 – l’uso legale della cannabis a livello federale nel giugno del 2018, come prodotto ricreativo, anche per combattere il mercato illegale che rappresenta tuttora per il 45% delle vendite.
Uber Eats venderà cannabis anche negli Usa?
Tokyo Smoke aveva bisogno di un effetto turbo per accrescere gli ordini. E l’accelerazione arriva da una alleanza con il gigante Uber Eats che nell’Ontario permetterà agli utenti di ordinare cannabis attraverso la sua app e ritirare il prodotto presso il punto vendita di Torkyo Smoke più vicino. Il gigante Uber Technologies Inc entra così ufficialmente nel fiorente mercato della cannabis con l’ambizione di proporre lo stesso meccanismo basato su app nel ricco mercato americano. Il ceo della società Dara Khosrowshahi ha detto a Reuters: “Uber prenderà in considerazione la consegna di cannabis quando la legge lo permetterà”.
In attesa di Biden
“Continueremo a monitorare attentamente le normative e tutte le opportunità, mercato per mercato, e man mano che le leggi locali e federali si evolveranno esploreremo opportunità con commercianti autorizzati che operano nelle varie regioni”, è la prudente dichiarazione di Uber riportata da Reuters. Il mercato della cannabis si mostra in netta crescita e ha ricevuto una sostanziale spinta durante il lungo lockdown dovuto alla pandemia.
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