Si chiama Asic Bonanza Mine ma non è un telefilm. Si tratta del nuovo microchip definito come un “acceleratore per la blockchain” in preparazione presso gli stabilimenti di Intel. Sarà dedicato alle attività di mining delle cryptovalute e verrà lanciato entro quest’anno.
Firme di importanti clienti sono già apparse in calce ai contratti proposti da Intel. La prima è quella autorevole di Jack Dorsey, guru dell’era digitale, padre di Twitter e oggi alla guida della sua società Block (ex Square). Tra i primi committenti ci sono anche Argo Blockchain e Griid Infrastructure, una storica azienda Usa del settore.
Risparmiare energia nel mining
Gli imprenditori che si sono espressi contro la diffusione delle cryptovalute – tra questi anche Bill Gates – sostengono che l’espansione capillare delle attività di mining sia un grande nemico dell’ambiente. Parliamo infatti di un’attività, quella dell’estrazione di criptovalute, che richiede grosse quantità di energia e che rischia di diventare un elemento negativo per l’impatto sul clima. Sono già nate alcune iniziative – tra queste anche in Italia – per alimentare l’attività di mining con energia pulita. Anche Intel offre in questo senso una possibile via d’uscita: offrirà una grande potenza di calcolo impiegano, per la produzione della nuova generazione di chip, utilizzando soltanto energia green.
Saranno affidati a TSMC?
“Le innovazioni che stiamo introducendo sui nuovi chip forniranno un acceleratore blockchain con prestazioni per Watt oltre 1000 volte migliori rispetto quelle impiegate attualmente per il mining” ha detto a The Verge Raja Koduri, vicepresidente senior di Intel. Non è ancora chiaro se la produzione dei nuovi chip verrà eseguita direttamente dall’azienda californiana nei suoi stabilimenti o se sarà delegata a fornitori esterni. Tra i nomi possibili, ricorre quello del gigante taiwanese TSMC.



