Articolo tratto dal numero di febbraio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!
Steve Mollenkopf era l’amministratore delegato di Qualcomm quando, al Consumer Electronics Show di Las Vegas del 2017, pronosticò che il 5G avrebbe cambiato il mondo allo stesso modo dell’elettricità e dell’automobile. Ora, a cinque anni di distanza, la rivoluzione portata dalla nuova generazione della tecnologia cellulare può cominciare a essere inquadrata in termini concreti. “Il 5G darà la possibilità di connettere molti più dispositivi per chilometro quadrato, garantirà maggiore capacità di banda e maggiore velocità di risposta”, riassume Claudio Romani, amministratore delegato di Resi, azienda che agisce da partner tecnologico di operatori infrastrutturali. “Se vogliamo scendere su un terreno più tecnico, permetterà anche di costruire servizi basati su data center distribuiti, che è poi quello che chiamiamo edge computing. E darà anche la possibilità di compiere il cosiddetto network slicing, cioè suddividere la rete pubblica in aree che si comportano come reti indipendenti”. Cambiamenti che, per la gran parte dei cittadini, significheranno soprattutto “smart city e altre innovazioni legate al turismo e alla mobilità, ma anche alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale”.
Il 5G e l’industria
In ambito industriale, invece, secondo Romani le novità riguarderanno soprattutto gli ambiti della manifattura e dell’automazione industriale. “Potremmo arrivare a quell’industria 4.0 di cui sentiamo parlare da tanto tempo. Un po’ ovunque si apriranno nuovi orizzonti e nuove possibilità grazie all’Internet of things, ovvero all’estensione di internet agli oggetti e ai luoghi, resa possibile proprio dal 5G. Penso alla logistica, all’agricoltura, al monitoraggio ambientale e ai trasporti”. Oltre agli operatori telefonici con cui Resi, che impiega più di 160 ingegneri e conta su capitali e investimenti privati 100% italiani, lavora dal 1987, anno della fondazione. “Per loro, il 5G sarà una sfida cruciale. E non parlo di sfida tecnologica, perché sotto quel profilo l’Italia ha già tutte le competenze necessarie. Penso, più che altro, agli investimenti da compiere in infrastrutture. Uno sforzo a cui non si potrà rinunciare, sia perché contribuirà in modo determinante a modernizzare il Paese, sia perché la rete di nuova generazione porterà con sé opportunità enormi e permetterà agli operatori di diventare veri partner industriali di tante aziende”.
Provare a quantificare queste opportunità in termini economici resta difficile, perché nessuno riesce ancora a prevedere con certezza tutte le possibili applicazioni del 5G. JPMorgan ha stimato in 180 miliardi di dollari le opportunità per le imprese che la rete di nuova generazione creerà entro il 2030 nei soli Stati Uniti. L’associazione Gsma, organizzazione che rappresenta gli operatori di reti mobili di tutto il mondo e di cui Resi è associate member, nel 2020 ha calcolato che il 5G genererà un valore economico di 2.200 miliardi di dollari entro il 2034.



