Il soprannome di “Elon Musk cinese”, che accompagna da tempo William Li, potrebbe essere un fardello o uno stimolo. Certo, il fondatore di Nio, produttore di auto elettriche con sede a Shanghai, non ha mai fatto molto per allontanare da sé la pressione. Come nel 2017, quando, rispondendo a una domanda della Cnbc, ha detto: “Sì, è Tesla il nostro rivale sul mercato”. O ancora quando, sempre alla Cnbc, ha spiegato che “il mercato e i clienti di Nio e di Tesla sono gli stessi. Siamo noi a dover indirizzare la scelta dell’auto da acquistare”. La pandemia e la crisi globale dei semiconduttori hanno avuto un impatto notevole sugli affari di Li e della sua azienda. Ma l’imprenditore, che ha un patrimonio di 2,6 miliardi di dollari, di recente ha rilanciato le sue ambizioni.
A fine marzo Nio ha annunciato per il 2021 un bilancio in chiaroscuro: le entrate totali sono cresciute del 122%, ma è raddoppiata anche la perdita netta. Il margine lordo è stato del 18,9%, contro l’11,5 % dell’anno precedente. William Li ha però fatto sapere di avere in programma il lancio di tre nuovi prodotti nel 2022 e l’espansione in Europa. L’obiettivo del pareggio di bilancio è fissato per il 2024.
La storia di William Li
William Li ha sempre avuto ambizioni e idee chiare. Quando aveva sette anni i suoi genitori, come ricostruito dal South China Morning Post, iniziarono a risparmiare per farlo studiare all’università. Un obiettivo non scontato per la famiglia modesta in cui William è nato nell’agosto 1974, in un caseificio nella provincia di Anhui, nella Cina orientale.
Ispirato forse dalla predisposizione al lavoro serio e giudizioso della famiglia, William capisce che la fortuna bisogna crearsela da soli. Così da adolescente lavora part-time nel negozio del nonno e racimola somme con cui può prima aiutare la famiglia, poi andare a studiare all’Università di Pechino. Qui ottiene una laurea in sociologia, una in informatica e una in giurisprudenza.



