La sparatoria di martedì in una scuola elementare del Texas, che ha ucciso 19 bambini e due adulti, è arrivata dopo più di due anni di vendite di armi da record negli Usa. Una tendenza che alcuni ricercatori attribuiscono a sconvolgimenti politici e stress legati alla pandemia.
Aspetti principali
- Secondo i dati della società di ricerca Small Arms Analytics and Forecasting le vendite annuali di armi da fuoco negli Usa hanno raggiunto il record storico di 22,8 milioni (o 1,9 milioni al mese) nel 2020. Un aumento del 64% rispetto all’anno precedente, seguito da un graduale calo a 19,9 milioni (o 1,66 milioni al mese) nel 2021 e una media di 1,5 milioni al mese nei primi quattro mesi di quest’anno. Ancora ben al di sopra dei livelli pre-pandemia.
- Small Arms Analytics and Forecasting stima inoltre che in America siano state vendute 5,9 milioni di armi da fuoco i primi quattro mesi del 2022. In calo rispetto a circa 7,7 milioni nei primi quattro mesi del 2021, ma ancora sostanzialmente al di sopra del 2019, quando nel corso dello stesso periodo sono state vendute 4,6 milioni di armi da fuoco.
- Come riportano i sondaggi dei rivenditori condotti dalla National Shooting Sports Foundation, un’associazione dell’industria delle armi da fuoco, circa 13,8 milioni di americani hanno acquistato una pistola per la prima volta nel 2020 e nel 2021.
- Secondo i ricercatori della Brookings Institution e del Wellesley College, la vendita di armi da fuoco è spesso legata a crisi. I ricercatori affermano infatti che le vendite hanno iniziato ad aumentate a marzo 2020, dopo che l’allora presidente Donald Trump ha dichiarato l’emergenza nazionale per il Covid-19 e la pandemia ha causato una diffusa insicurezza economica e sociale.
- Secondo i ricercatori le vendite sono aumentate anche in concomitanza delle proteste per l’omicidio di George Floyd nel maggio 2020 da parte di un agente di polizia di Minneapolis. Nel mese successivo alla morte di Floyd sono state vendute altre 1,4 milioni di armi da fuoco.
In cifre
8,8 milioni. Secondo la National Shooting Sports Foundation, questo è il numero medio annuo di armi da fuoco prodotte negli States nel periodo 2014-2018. Questo numero include 3,9 milioni di pistole, 3,4 milioni di fucili, 774.132 revolver e 752.954 fucili. Il gruppo di ricerca ha stimato che negli Stati Uniti dal 1990 al 2018 sono stati prodotti anche circa 20 milioni di “fucili sportivi moderni”.
Un fatto sorprendente
Secondo un’analisi dei dati dei Centers for Disease Control and Prevention pubblicata sul New England Journal of Medicine la scorsa settimana, nel 2020 le morti per armi da fuoco hanno superato gli incidenti automobilistici come la principale causa di morte per gli americani di età compresa tra 1 e 19 anni. Nel frattempo, il numero di sparatorie annue segnalate dall’FBI è balzato da 30 nel 2019 a 40 nel 2020 e 61 nel 2021.
Anche nei primi due anni della pandemia sono aumentate le sparatorie di massa. Secondo un report pubblicato da JAMA Network, questo aumento di episodi violenti potrebbe essere stato causato in parte dagli stress causati dalla pandemia. Gli autori dell’analisi del New England Journal of Medicine hanno anche spiegato che l’aumento delle morti a causa di armi da fuoco può essere considerata diretta conseguenza dell’emendamento Dickey: una disposizione legislativa del 1996 sostenuta dalla National Rifle Association che limitava i finanziamenti federali per la ricerca contro la violenza armata.



