Articolo tratto dal numero di maggio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!
È indubbio che nel multiforme quadro vitivinicolo del Chianti Classico, Castelnuovo Berardenga rappresenti un areale di indubbia peculiarità. La grande eterogeneità di microclimi e terreni che la contraddistinguono, infatti, che alternano argille, marne, tufo, sabbie e arenarie – inoltre collocata in una zona composta per maggior parte della sua estensione di boschi e aree non antropizzate – la rende terra di vini tesi, dalle pronunciate note di sottobosco e dalla caratteristica, endogena, sapidità.
Il recupero dell’area dell’ex convento di suore in zona Pievasciata
La conferma della potenzialità del terroir è nel progetto di Vallepicciola, che prende vita proprio in quest’area nella seconda metà degli anni ’90, attorno a un convento di suore in zona Pievasciata, che Bruno Bolfo, imprenditore ligure, decise di recuperare insieme alla sorella. Il frutto di quei primi sforzi si è trasformato nello splendido hotel 5 stelle de Le Fontanelle, una delle strutture più avvincenti in questa area della Toscana.
Per quanto riguarda invece il vino, all’inizio si trattava di appena tre ettari, cui successivamente ne vennero aggiunti altri tre; solo dopo, soprattutto dal 2007 in poi, con la creazione della nuova cantina, seimila metri quadri di raffinata architettura sostenibile realizzata dall’architetto Margherita Gozzi, il decisivo investimento. Ora gli ettari vitati sono ben 105, tutti in conduzione sostenibile, su un totale di 275, suddivisi tra boschi, colline, oliveti, con una bella alternanza di suoli, pendii, esposizioni e anche forme di allevamento.


