Il 2022 si prospetta per il mercato del lusso come l’anno del ritorno alle dimensioni e ai livelli di crescita pre-Covid. È questo lo scenario emerso dal Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2022, un report di Deloitte che analizza trend e operazioni di M&A del mercato del lusso basandosi su dati di mercato e interviste a top manager.
“Nel 2021 il settore si è ripreso sulla scia delle nuove strategie adottate dalle aziende in ambito di nuove tecnologie e del crescente impegno sui temi di sostenibilità. Nel 2022 il mercato del lusso dovrebbe accelerare ulteriormente con una crescita a due cifre e raggiungere i livelli pre-pandemici”, dice Elio Milantoni, partner Deloitte.
Innovazione e sostenibilità guidano le strategie aziendali
I big player del lusso puntano a ottenere una solida presenza digitale per la promozione e la distribuzione dei propri prodotti. Infatti, secondo le stime, entro il 2025, 1 prodotto di lusso su 5 sarà acquistato da clienti appartenenti alla generazione Z. Diventa quindi fondamentale sfruttare canali dirompenti, come quello del Metaverso, per intercettare giovani clienti. A questo si accompagna una sempre maggiore sensibilità da parte dei consumatori verso l’innovazione e la sostenibilità. Per questo motivo, le aziende stanno incorporando nelle loro strategie modelli di re-commerce (pre-loved, re-selling e rental), oltre che impegnarsi su temi etici per dimostrare maggiore vicinanza ai valori dei clienti. Si continua, infine, a guardare con interesse alla Cina, principale motore di ripresa del mercato di beni di lusso che, secondo le stime, entro il 2025 arriverà ad assorbirne il 50% delle vendite.

Tra le operazioni di M&A trionfano abbigliamento e accessori
Nel 2021, il numero di deal in ambito M&A è risultato leggermente superiore rispetto all’anno precedente, con il segmento dei personal luxury goods che ha fatto registrare un incremento interessante, specie nella categoria abbigliamento e accessori.




